Umberto Bossi (1994) e Matteo Salvini (2019) in campagna elettorale

Un confronto tra le informazioni discutibili trasmesse in modo implicito

Dopo il confronto tra Nicola Zingaretti e Romano Prodi che vi abbiamo presentato settimana scorsa, continua oggi la nostra serie di esplorazioni storiche. Nelle analisi che vi proponiamo qui sotto, abbiamo messo a confronto due discorsi di chiusura di campagna elettorale di due importanti leader della Lega: Matteo Salvini e Umberto Bossi.

La prossima settimana ci aspettano invece due personalità dell’estrema sinistra: Enrico Berlinguer e Paolo Ferrero. Buona lettura!

Discorso di Matteo Salvini

Comizio elettorale in Piazza Duomo, Milano, il 18 maggio 2019

Qui puoi vedere il video del discorso per la chiusura della campagna elettorale della Lega per le elezioni europee.

Discorso di Umberto Bossi

Comizio elettorale a Milano del 25 marzo 1994

Qui puoi ascoltare l’audio del discorso tenuto da Bossi in occasione della chiusura della campagna elettorale della Lega Nord per le elezioni politiche del 27/28 marzo 1994.

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Ogni contenuto discutibile è evidenziato con un colore diverso che corrisponde al tipo di implicito linguistico usato dal parlante in quell’occasione. Il tipo di implicito è indicato nell’etichetta che compare al passaggio, e che ne esplicita anche la funzione comunicativa.

Ogni contenuto implicito serve a realizzare un certo obbiettivo nella comunicazione: cioè, è dotato di una Funzione comunicativa. Ad esempio: Autoelogio, Elogio di altri, Attacco, Difesa e Opinione personale. 

La Presupposizione è un contenuto presentato come se i destinatari ne fossero già al corrente: in questo modo non sono indotti a metterlo in discussione.

L’Implicatura è un contenuto che non è detto esplicitamente, ma è lasciato intuire. Poiché lo implica lui, il destinatario si accorge di meno che gli è stato trasmesso dall’emittente. 

Un’Espressione vaga è compatibile con molti diversi contenuti concreti, per cui è difficile accorgersi se essa sia falsa o esagerata.

Un Topic, per i linguisti, è un’informazione presentata come se se ne stesse già parlando, quindi come se fosse già abbastanza accettata nel discorso.