Salvini (2014) e Renzi (2015) sul tema dell’immigrazione

Un confronto tra le informazioni discutibili trasmesse in modo implicito

La tendenziosità del discorso di Salvini è trainata soprattutto dall’impatto delle presupposizioni che, unitamente a strategie di topicalizzazione e alle implicature, sono impiegate in special modo per la codifica di contenuti di attacco o critica.

Nel discorso di Renzi l’uso di presupposizioni e di topicalizzazioni ha un impatto maggiore di tutte le altre categorie di implicito, ed è il più delle volte associato ad auto-elogi o riconoscimenti verso l’operato del PD. Diversamente, contenuti di attacco o critica sono spesso veicolati per mezzo di strategie implicaturali.

In fondo a questa pagina, potrai trovare un lungo commento e due grafici che ti aiuteranno ad approfondire quale impatto hanno avuto le singole categorie di impliciti linguistici usati da Renzi e Salvini in questi discorsi.

Impatto delle singole categorie di implicito nel discorso di Matteo Salvini
Impatto delle singole categorie di implicito nel discorso di Matteo Renzi

Intervento di Matteo Salvini

Manifestazione “Stop Invasione” a Milano il 18 ottobre 2014

Puoi vedere il video del discorso qui.

  1. Grazie! Siete tantissimi! Centomila, no! Centoun mila! Alla faccia dei gufi di Sinistra e degli sfigati
  2. dei centri sociali[ppp]! Questa piazza è la piazza dei nostri figli. Questa piazza è la piazza del futuro,
  3. è la piazza della pace, è la piazza dell’anti-razzismo, è la piazza del volontariato, è la piazza della
  4. solidarietà vera, che non ci guadagna milioni di euro sulla pelle degli immigrati clandestini e degli
  5. italiani[impl]. Questa piazza è la piazza della gente per bene, onesta e generosa. I ladri e i razzisti
  6. sono in altre piazze, non qua stasera. Questa piazza è anche la piazza di questa mamma e di questo
  7. papà che arrivano da Trento e di questa bimba di quattro mesi perché, se siamo qua, siamo qua per il
  8. suo futuro. Un futuro libero, un futuro orgoglioso, un futuro dignitoso. Non abbiam paura di fare
  9. vedere il sorriso dei nostri bambini. E preferisco questi bimbi a quelli costretti a cantare le
  10. canzoncine per Renzi da maestre che dovrebbero esser licenziate[ppp]. Grazie ragazzi, siamo qua
  11. per voi. Ieri sera ho avuto la fortuna di parlare per venti minuti con uno degli uomini di stato per
  12. qualcuno più pericolosi, per me più lungimiranti di questo periodo storico che è Vladimir Putin, il
  13. Vladimir giusto, come si dice a casa nostra. E qua c’è, per trenta secondi a portare il saluto a questa
  14. piazza, un rappresentante dell’ambasciata russa, accolto con calore perché la Russia è un’amica
  15. contro il terrorismo islamico, e non è un pericolo e non è una nemica. […] Grazie! A noi non
  16. piacciono le guerre. A noi piace la pace, piace il dialogo. E a noi piacciono i prodotti di casa nostra,
  17. come le mele della Valtellina che, per colpa delle sanzioni economiche[top], che i pirla di
  18. Bruxelles[ppp+top] hanno preso, e i pirla di Roma[ppp+top] hanno sottoscritto, stanno andando al
  19. Noi vogliamo mangiare i prodotti della nostra terra, non quello che arriva dall’altra parte del
  20. Se lo mangi Renzi quello che arriva dall’altra parte del mondo. Noi vogliamo mangiare e
  21. bere i frutti del nostro lavoro, i frutti della nostra terra, da Trento a Palermo. Perché noi siamo per il
  22. lavoro della nostra gente. Permettetemi di correggere alcuni giornalisti[vag] che evidentemente non
  23. sanno o fanno finta di non sapere. E giusto per dare nomi e cognomi, ci sono i siti internet dei due
  24. principali quotidiani italiani, Corriere e Repubblica, Corriere.it e Repubblica.it che, bontà loro,
  25. hanno dovuto riconoscere che la piazza è piena e chissà quanto gli pesa. Ma hanno scritto che la
  26. piazza è piena perché la Lega oggi sta manifestando contro i migranti e contro gli stranieri. Palle!
  27. Noi siamo qua perché siamo contro gli immigrati clandestini! Noi non vogliamo i clandestini! In
  28. questa piazza ci sono italiani, padani, stranieri regolari. Questa piazza in passato ha accolto
  29. qualcuno[vag] che, alla faccia della Lega Nord, voleva abbracciare i fratelli Rom e i fratelli
  30. Io sono per la libertà di abbraccio. Ognuno è libero di abbracciare chi vuole. E ognuno abbraccia chi ritiene di
  31. abbracciare, io sono per la libertà di scelta, e per la libertà di Vladimir, ognuno fa quello che vuole nella vita.
  32. Basta, però, che si rispetti chi non la pensa come gli altri. Questa piazza è la piazza della civiltà, del futuro, del
  33. sorriso, della pace. A poche centinaia di metri di distanza c’erano alcune centinaia di balordi a volto coperto che
  34. stavano litigando con la polizia perché volevano menar le mani. In un Paese civile, le mani non le meni e se le
  35. meni finisci in galera non ne esci più. E se vai in piazza a volto coperto vai in galera e non ne esci più. Anche
  36. perché, la solidarietà noi la facciamo. Noi, da anni, stiamo mandando tanti e tanti soldi per sviluppare, tramite
  37. l’umanitaria padana, la crescita di scuole e ospedali in Africa, senza riempirci la bocca di parola,
  38. come qualche fenomeno che fa il generoso coi soldi degli altri[vag+impl], perché noi la generosità la
  39. pratichiamo tutti i giorni, in silenzio e con rispetto. Perché Mare Nostrum è un’operazione schiavista
  40. e razzista. Questi[vag] vogliono portare qua persone disposte a vendere il proprio corpo e il proprio
  41. lavoro per tre euro all’ora, magari a quelle cooperative rosse che noi speriamo di cacciare
  42. dall’Emilia[ppp]. E che la guardia di finanza vada a controllare le cooperative false e non rompa
  43. le palle ai nostri artigiani, ai nostri imprenditori e a i nostri commercianti[impl]. Andate a vedere
  44. dove usano gli schiavi, gli schiavi, della premiata ditta Renzi-Alfano, i novelli schiavisti[ppp]. E
  45. fortunatamente qualcuno[vag] lo aveva detto, anni fa. C’è un’invasione in corso. Decenni fa
  46. occuparono questo Paese coi carri armati. Oggi ci provano coi gommoni[impl]. E lo diceva una
  47. donna che, se fosse viva oggi, probabilmente sarebbe su questo palco, che è Oriana Fallaci, che però
  48. ci deve ricordare che non dobbiamo tacere. Tacere diventa una colpa in alcuni momenti storici. E
  49. quindi noi dobbiamo parlare. Parlare anche perché ci stanno rubando il senso delle parole[vag].
  50. Anche perché Giorgio Orwell, che i regimi li conosceva, diceva che i regimi, prima di controllare la
  51. vita delle persone, controllano il pensiero e le parole. E quindi ci sono associazioni e ordini dei
  52. giornalisti – ordini del cazzo, che dovrebbero essere chiusi domani mattina – che dicono che bisogna
  53. parlare di profughi, di migranti e di richiedenti asilo. Ora, i numeri ci dicono che su quarantamila
  54. richieste di asilo politico fatte negli ultimi mesi, quarantamila, i rifugiati politici riconosciuti come
  55. tali sono stati quattromila, quattromila su quarantamila. E quindi noi non parliamo di profughi ma
  56. parliamo di clandestini, perché clandestini sono e clandestini rimangono e in quanto tali vanno
  57. riaccompagnati a casa con le buone maniere. Sì, perché poi non si accontentano, perché poi non si
  58. Perché gli ospiti dell’hotel Bellavista in Valtellina hanno protestato perché volevano gli spaghetti al pomodoro.
  59. Perché gli ospiti di un agriturismo a tre stelle nel centro della Sardegna sono andati a Nuoro a protestare
  60. perché mangiano male, poverini. Se ti trovi male qua, torna a casa tua! Il mondo è grande! Mangia quello che
  61. vuoi! Bevi quello che vuoi, prega come vuoi! Ma non in casa mia! Non in casa mia! Perché se vieni qua, ci vieni
  62. con rispetto. Ci vieni in punta di piedi e ci vieni rispettando quella che è la nostra storia, la nostra tradizione e
  63. anche la nostra religione, e anche la nostra religione. Lo dico qua in Piazza Duomo, dove la Madonnina ogni
  64. tanto piange per le parole di qualcuno[vag]. Ma il problema, signori, il problema troppo spesso non viene
  65. da fuori. Il problema ce l’abbiamo in casa nostra. Perché, quando ieri, Monsignor Davanzo, direttore
  66. della Caritas di Milano, dice che la Lega alimenta paure e razzismo[ppp+top], o lo dice perché non
  67. ha capito, o lo dice perché qualcuno[vag] ci guadagna, con l’immigrazione clandestina. Ma fortunatamente
  68. non è tutta la Chiesa. Non è tutta la Chiesa, perché io ricordo che c’è anche una Chiesa che della povertà
  69. ha fatto testimonianza di vita. Domani verrà dichiarato beato in S.Pietro un grande lombardo, Papa
  70. Paolo VI, che mise in vendita la tiara papale per aiutare i bisognosi, mentre c’è qualche vescovo[vag] che va
  71. in giro con gli anelloni d’oro. E io preferisco quelli che sono poveri veramente a quelli che vanno a predicare la
  72. povertà altrui. E io sono contento di aver conosciuto, prima che lasciasse questa terra, un grandissimo uomo di
  73. chiesa, che era Monsignor Alessandro Maggiolini, vescovo di Como, che Dio ce lo riporti in terra perché
  74. avremmo tanto bisogno di uomini come lui che diceva “un conto è la libertà di religione, e altro conto è la
  75. libertà di invasione”. Invasione! Lo diceva un vescovo, lo diciamo noi! Ci stanno invadendo e noi abbiamo il
  76. diritto di esercitare la legittima difesa. Quando un popolo viene aggredito[ppp+impl] deve potersi
  77. difendere. E noi, in questa piazza, a Milano, rappresentiamo tutta l’Italia che non ne può più. Perché io mi
  78. vergogno di un Paese che dà 200 euro al mese ai disabili che abbiamo qua davanti[ppp+top], e che
  79. ringrazio per essere venuti in questa piazza in carrozzina. Il disabile vale 240 euro al mese e l’immigrato 1.200.
  80. E’ un Paese di merda, quello che dà 200 euro a un disabile e 1.200 euro a un immigrato
  81. clandestino[top+impl]! I soldi vanno a loro, non ad altri! A loro! È buon senso, è solidarietà! Perché
  82. la Sinistra, quella con la villa a Cortina, preferisce fare la solidarietà a quelli che arrivano da lontano.
  83. E magari 10 euro a quello che sta perdendo la casa perché gliela stanno rubando le banche sul suo
  84. pianerottolo, quello è troppo vicino e gli fa schifo alla Sinistra. Mentre io aiuto prima il mio vicino di
  85. casa, e poi, se mi avanza qualcosa, aiuto chi arriva dall’altra parte del mondo. Questo mi hanno
  86. insegnato i miei genitori. E questo dovrebbe essere praticato da chi ha lo stipendio pagato dai
  87. cittadini italiani. Perché non è possibile che dal carcere di Pordenone sia evaso, questa settimana,
  88. uno stupratore tunisino che, come prima cosa, ha ri-stuprato un’altra ragazza[top]. Io farei una
  89. cosa molto semplice. Ti tengo in galera due giorni, applico la castrazione chimica e poi ti rispedisco da
  90. dove sei partito. Perché non voglio mantenerlo NEANCHE, in galera. E, per i giornalisti poco
  91. informati o disattenti[ppp+vag], ricordo che la castrazione chimica è sperimentata già in otto Paesi
  92. Lo fai una volta, non lo fai una seconda volta. Lo fai una volta, non lo fai una seconda volta.
  93. E mi piacerebbe che il governo Renzi discutesse la proposta di legge della Lega che c’è in
  94. Parlamento proprio su questo tema. Prima abbiam sentito Genova e l’Emilia, comuni terremotati,
  95. comuni alluvionati. È passata in Parlamento, la scorsa primavera, una mozione della Lega Nord –
  96. perché noi facciamo, non parliamo[impl] – che chiedeva di non far pagare le tasse a chi ha perso la
  97. casa, a chi ha perso il negozio, a chi ha perso l’azienda sotto metri di fango. Ce l’hanno votata ma
  98. poi se ne sono fregati! Perché in Emilia, così come a Genova, dove la Sinistra impera da
  99. sessant’anni, gli alluvionati valgono meno degli immigrati. Gli alluvionati pagano le tasse e gli
  100. immigrati stanno in albergo. Io metterei gli alluvionati in albergo e gli immigrati a spalare il fango.
  101. Proviamo a vedere se l’integrazione passa attraverso questa leale collaborazione fra persone per
  102. Legittima difesa, dicevamo. Oggi non è in piazza un imprenditore bergamasco, che è in carcere da troppi giorni,
  103. perché la malagiustizia italiana[ppp+top], l’infame giustizia italiana[ppp+top] l’ha condannato a sei
  104. anni di galera perché ha ucciso un rapinatore che era entrato a casa sua. Noi abbiamo fatto…e si chiama
  105. Antonio. Che arrivino ad Antonio i saluti, e alla sua famiglia. E l’incoraggiamento di questa piazza. E noi
  106. abbiamo presentato domanda di grazia. Abbiam presentato domanda di grazia, sia al ministro della giustizia,
  107. sia al Presidente Napolitano. È vero che Antonio Monella non è un brigatista rosso, quindi probabilmente
  108. arriva un po’ dopo, però io faccio appello, e uso queste telecamere, al Presidente Napolitano che l’altro giorno
  109. era a spasso per Milano. Io arrivo al Quirinale anche domani mattina se lui firma la grazia per Antonio
  110. Io ci vado a piedi, da Milano a Roma, domani mattina. Ma deve fare in fretta, perché la gente che non è
  111. abituata alla galera[ppp+impl] in galera ci sta male. E quindi, Presidente, noi ci siamo. Se ti avanzano
  112. cinque minuti, noi ci siamo. È un Paese strano questo: chiude 263 presidi di polizia e carabinieri in Italia
  113. perché non ci sono soldi, ma trova un miliardo di euro per Mare Nostrum. Io il miliardo di euro lo userei – e,
  114. anche qua, se a Renzi avanza tempo tra un selfie e un gelato[top+impl], c’è una proposta di legge della
  115. Lega che guarda al futuro, che vorrebbe che in Italia, come in Francia, gli asili nido fossero gratuiti per tutti,
  116. perché sono dei costi insostenibili per le nostre famiglie. Asili nido gratuiti per tutti quelli che non se lo
  117. possono permettere. E, guarda caso, costerebbe un miliardo di euro, un miliardo di euro. Un miliardo di euro
  118. per mandare all’asilo nido gratis i nostri bimbi e magari far nascere qualche bambino in più. Perché nessuno
  119. mi toglie il dubbio che l’immigrazione clandestina sia programmata per sostituire un popolo con un altro
  120. Ti tolgo il lavoro, ti tolgo la casa, ti tolgo i figli, e i figli li porto già belli e che cresciuti dall’altra parte del
  121. mondo. No, no, i nostri ragazzi devono poter avere la voglia di sposarsi, di guardare al futuro di metter su
  122. famiglia. Poi, per qualcuno, io ho visto che il sindaco di Roma, Marino, che secondo me se la gioca a Pisapia
  123. come sindaco peggiore di Italia – non so fra l’uno o l’altro chi se la vince – sta facendo il diavolo a quattro per
  124. riconoscere i matrimoni omosessuali. Ora, io ribadisco che la Lega è un movimento libero, di gente libera.
  125. Quindi, ognuno, in camera da letto, fa quello che vuole. Non siamo noi a dover giudicare delle scelte di vita di
  126. nessuno. Però, la società si basa su alcuni principi che non si toccano, che ci ricordano che il matrimonio si fa
  127. tra l’uomo e la donna, e i bambini vengono adottati da una mamma e da un papà, non dal genitore 1, 2,
  128. 3, 4, 5, 6, 7, o 17. E penso anche che, per gli omosessuali sia più importante poter lavorare e pagare
  129. meno tasse, che non fare matrimoni finti. Perché il furto del governo Renzi è nei confronti di tutti,
  130. eterosessuali e omosessuali. Ci stanno ammazzando di tasse. Perché, in questa legge di stabilità,
  131. non hanno tolto gli studi di settore, che è uno strumento di tortura fiscale che sta facendo chiudere
  132. migliaia di nostre imprese. Perché non hanno cambiato loro la legge Fornero? Una delle leggi più
  133. infami che siano state votate in Italia negli ultimi anni? Ma la cambieremo noi! La cambierete voi,
  134. con il referendum che faremo in primavera! Che sarà un democratico calcio in culo alla signora
  135. Fornero e alla sua infame legge[ppp], che ha rovinato milioni di italiani! Altro che Mare Nostrum!
  136. Mettiamo la Fornero e la Boldrini su un gommone e vediamo chi se le prende! E vediamo chi se le
  137. prende! Secondo me ce le rimandano indietro dopo poco, non se le tengono per troppo tempo. Noi
  138. siamo qua per il dialogo, per la solidarietà. Quanti di voi – alzate la mano – quanti voi in questa
  139. piazza sono iscritti o fanno volontariato? Su la mano! Voi vi sentite cattivi? Voi lo andate a
  140. sbandierare? Voi lo fate guadagnandoci qualcosa? Voi lo fate coi soldi degli altri? Voi non siete
  141. comunisti, molto semplicemente, voi non siete comunisti. Quindi, la bontà di chi non è comunista è
  142. un po’ meno buona. Perché si sa che i comunisti sono più buoni degli altri. E vabbè, e vabbè.
  143. Questo non è la fine ma è un inizio. Non è che stasera, noi, tornando a casa, sul pullman o in treno,
  144. ci diremo “gua’ che bella manifestazione!”. Centomila persone in piazza Duomo, oneste, pulite,
  145. sorridenti, un mare di bandiere. Il problema e la battaglia comincia domani. Perché, da domani, io,
  146. con tutti i dirigenti della Lega abbiamo la responsabilità di ringraziarvi concretamente per questa
  147. giornata, che avete tolto agli affetti, al lavoro e alla famiglia, che vi siete pagata di tasca vostra.
  148. Non come qualche sindacato che organizza le gite premio in giro per l’Italia per prendere per il
  149. culo i lavoratori[impl+vag]; e ogni riferimento alle Camusso e dintorni è puramente casuale,
  150. In questa piazza c’è gente che magari, per venire qua, con la moglie e con i figli, ha
  151. speso 70/80 euro e quindi, domani che è domenica non va in pizzeria, non va a far la gita. Ma,
  152. ragazzi, o siamo pronti a rinunciare a qualcosa e a mettere a rischio, a mettere in gioco anche le
  153. nostre singole persone, oppure la pizza e il Luna Park saranno qualcosa che ci dimenticheremo.
  154. Quindi, a me piacerebbe che da oggi nascesse una comunità. In questa piazza nasce una comunità,
  155. di gente diversa, di gente che è arrivata da Trieste, è arrivata da Cuneo, è arrivata da Roma, è
  156. arrivata da Reggio Calabria, è arrivata da Viterbo, è arrivata dalla Sicilia, è arrivata dal Friuli.
  157. Gente splendida e diversa che però pretende che, chi arriva qua, porti rispetto. Chi arriva da
  158. immigrato a casa nostra deve portare rispetto, come hanno portato rispetto i milioni di migranti
  159. Penso ai lombardi, penso ai veneti, che sono andati in giro per il mondo e non avevano gli
  160. alberghi a tre stelle che li aspettavano in America. Perché l’immigrazione non è un diritto. Devi
  161. chiedere “permesso, per favore, posso entrare in casa tua?”. Altrimenti, se arrivi qua e
  162. pretendi[top], a calci nel didietro, torni da dove sei partito. Non la faccio ancora lunga perché, per
  163. molti di voi, il ritorno a casa è lungo, però mi piacerebbe che da oggi, da questo sabato 18 ottobre,
  164. quando abbiam pensato a questa manifestazione, abbiamo detto “Dove la facciamo?”. La Lega, o fa
  165. le cose da matti o non le fa. Noi abbiam detto, la facciamo in piazza Duomo. Qualcuno ha detto
  166. “Eh, ma riempire piazza Duomo è difficile”. Sindaci, guardate che spettacolo, siete uno spettacolo,
  167. grazie! Siete uno spettacolo vero! Mi piacerebbe che oggi, fra coloro che sono in questa piazza,
  168. nascesse un patto. A ciascuno di voi chiedo un impegno personale, un sacrificio, la disponibilità a
  169. mettersi in gioco, a mettere in gioco il proprio passato ma soprattutto il proprio futuro. Ora, se
  170. questa manifestazione convincerà qualche cretino, a Bruxelles o a Roma[vag], a difendere i confini
  171. dell’Italia, vorrà dire che abbiamo avuto ragione. Se neanche queste centomila persone serviranno a
  172. far capire che in un Paese civile le navi della marina militare servono per difendere i confini e
  173. non per dare una mano agli scafisti[impl] – cosa che stanno facendo. E poi c’è la TV di Stato, c’è la
  174. RAI che manda anche in onda gli sceneggiati strappalacrime e se ne fotte degli imprenditori italiani
  175. che muoiono, e poi si stupiscono se non si paga il canone RAI. Non si paga il canone RAI, punto,
  176. basta! Trasmettete qualche cosa di più interessante[impl]! Trasmettete qualche cosa di più
  177. interessante! Dunque dicevo che…c’è Alfano, sta passando Alfano. Anzi, mi correggo, sbaglio io o
  178. sbagliate voi, non bisogna prendersela con Alfano; è una povera persona. Il problema ha un nome e
  179. un cognome. Il problema ha un nome e un cognome. Alfano è uno strumento, la Boldrini è uno
  180. strumento, Pisapia è uno strumento, Vendola è uno strumento. Il nemico dell’Italia e dei lavoratori
  181. italiani[ppp+top] in questo momento si chiama Matteo Renzi. Nome e Cognome! Sua Maestà, sua
  182. Divinità, Matteo Renzi. È quello che è stato messo qua dagli uomini delle banche e della finanza
  183. per svendere all’estero quello che rimane dell’industria e dell’impresa italiana; e fino a che ci sarà
  184. uno di noi in vita, tu non lo farai, caro Matteo! Torna pure a casa tua a ridere e a fare i selfie, ma tu
  185. le nostre imprese alle banche tedesche o americane non le vendi, non le regali perché sono aziende
  186. nostre, frutto del lavoro dei nostri genitori e dei nostri nonni che rimarranno qua.

Intervento di Matteo Renzi

Camera dei Deputati il 23 aprile 2015

Puoi vedere l’intervento qui.

  1. Signora Presidente, onorevoli deputate, onorevoli deputati.
  2. Ci sono vari modi per affrontare una riflessione su ciò che è accaduto nei giorni scorsi nel nostro
  3. mare Mediterraneo. C’è un aspetto emozionale, emotivo, molto forte. C’è un aspetto tecnico, di
  4. provvedimenti da prendere, di decisioni da eseguire. C’è un aspetto diplomatico, di relazioni, di
  5. iniziative, di incontri, dal Segretario Generale delle Nazioni Unite al più piccolo dei Paesi
  6. dell’Unione Europea, che è quello che si è mostrato col cuore più grande, Malta. Ma, credo che sia
  7. rispettoso, del vostro ruolo e della consapevolezza dell’importanza del Parlamento, della Camera dei
  8. Deputati e del Senato della Repubblica. Credo che sia rispettoso di questo partire da un approccio
  9. totalmente, integralmente e radicalmente politico. Mi spiego, non voglio minimamente mettere da
  10. parte l’importanza di riconoscere anche in quest’aula innanzitutto il tributo alle vittime[ppp]. Lo
  11. ha fatto la Presidente e tutti noi abbiamo unito il nostro cordoglio al suo e il pensiero alle famiglie.
  12. Talvolta abbiamo l’approccio di pensare, di fronte a queste stragi che, volando un numero di qua un
  13. numero di là, si stia parlando quasi di oggetti astratti. Sono persone, sono storie, sono donne, sono
  14. uomini, sono famiglie che piangono e che magari neanche sanno cos’è accaduto. Ma, non è soltanto
  15. l’aspetto del cordoglio umano quello al quale siamo chiamati oggi; e non voglio negare in quest’aula
  16. la gratitudine del governo della Repubblica alle donne e agli uomini della marina, della guardia
  17. costiera, della guardia di finanza, delle forze di polizia, dei carabinieri, di tutti coloro i quali, con una
  18. divisa, stanno onorando l’Italia accogliendo persone superstiti, salvando vite umane in mare e
  19. cercando di adempiere a quel principio morale che, nel Vangelo è sintetizzato come “Ero forestiero e
  20. mi avete accolto” ma che, per ciascuno, qualunque sia la fede religiosa o il convincimento culturale
  21. da cui parte costituisce un principio irrinunciabile. No, non voglio negare, né l’aspetto di cordoglio
  22. né l’aspetto di gratitudine. Qui, vorrei che arrivasse il grazie non soltanto alle donne e agli uomini
  23. che stanno impegnandosi per salvare vite umane ma anche a chi le sta accogliendo all’interno dei
  24. comuni, delle amministrazioni locali, ai sindaci che spesso, in questo, sono accusati anche da una
  25. parte dell’opinione pubblica del proprio territorio[ppp] e che riescono, con la schiena dritta a darci
  26. una mano decisiva. Lasciatemi dire, anche, alle volontarie e ai volontari di quei centri, o anche ai
  27. professionisti che magari lavorando per soggetti legati alla cooperazione che, per colpa di chi, con
  28. responsabilità alla guida di alcune di queste realtà si trova oggi costretto a sentirsi tirare addosso
  29. tutta una serie di accuse, ma che fa quel lavoro o quel servizio perché ci crede, perché è
  30. appassionato, perché vuole bene all’uomo e alla donna del nostro tempo. Fatemi dire grazie a tutti
  31. Ma non è questo il punto su cui noi siamo chiamati a discutere. Noi oggi siamo chiamati ad
  32. un approccio totalmente politico, perché è di politica che ha bisogno l’Unione Europea. Perché è
  33. politica la scelta dell’Unione Europea di svolgere giovedì un summit straordinario. Perché è politica
  34. la necessità che noi abbiamo di dare una risposta soltanto che non sia una reazione[ppp+impl].
  35. Non è una reazione immediata, emotiva, quella che può seguire a una strage di queste proporzioni! O c’è la
  36. politica intesa come capacità, complessa, di dare risposte a un mondo articolato, oppure non andiamo
  37. da nessuna parte. Vorrei, su questo, essere chiaro su un punto. In tanti, dicono che nel nostro tempo
  38. la comunicazione è l’opposto della politica. Permettetemi di tornare a domenica. Domenica di sono
  39. verificate…mmmmh….o partendo in Libia, dalla Libia, due fatti. Uno, quello drammatico del
  40. naufragio di cui tutti noi abbiamo parlato e di cui stiamo parlando. Un secondo fatto che è stato
  41. praticamente ignorato dal dibattito pubblico: la decapitazione di 28 persone, di 28 cristiani.
  42. Probabilmente erano dei potenziali migranti, erano delle persone che probabilmente avrebbero
  43. voluto salire su quelle navi. Non erano libici, erano etiopi. Erano persone che cercavano di scappare
  44. dal luogo in cui si trovavano. Eppure la comunicazione ha dato importanza, a differenza del passato,
  45. soltanto all’aspetto del naufragio. Ecco che, quelli che dicono che la comunicazione non conta
  46. niente[ppp+vag], che la comunicazione non c’entra niente, devono fare i conti con una realtà. Non è
  47. vero che la comunicazione non c’entra niente. La comunicazione è decisiva per affermare la
  48. possibilità di azione delle istituzioni e della politica. Ma siccome stavolta il mondo non si è girato
  49. dall’altra parte sulla vicenda del naufragio[top+impl], siccome per una volta non è rimasta
  50. soltanto la guardia costiera o la marina militare, o la guardia di finanza o le forze italiane a
  51. occuparsi di ciò che stava avvenendo in quel luogo[top+impl], siccome, per la prima volta, dopo
  52. tanto tempo, questa vicenda, drammatica e tragica, ha provocato finalmente una
  53. consapevolezza più ampia da parte delle istituzioni internazionali[top+impl], ecco che viene il
  54. tempo della politica. E la politica non significa fare a meno degli aspetti legati alla comunicazione. La politica
  55. significa prendere atto che bisogna spiegarla in modo semplice, ma non bisogna affrontarla in modo
  56. semplicistico. È semplicistico immaginare di poter dire “tutti a casa loro” o “accogliamo tutti”. È semplicistico
  57. poter dire oggi, sulla base del professionismo da talk show[ppp+top], che la soluzione è a portata di
  58. mano. Io credo, penso e spero il Parlamento della Repubblica abbia la consapevolezza che di fonte a quello che
  59. stiamo vivendo si impone una strategia di respiro ancora più ampio rispetto alla reazione immediata.
  60. Rispetto all’idea di cercare di affrontare anche con nobiltà, con coraggio, il bisogno di dare una immediata
  61. soluzione. La questione è molto più ampia. La questione riguarda innanzitutto cosa oggi noi pensiamo
  62. dell’Africa. E se non partiamo di lì non saremo mai in condizione di dire niente di sensato su ciò che sta
  63. avvenendo. Non sono libici, nella stragrande maggioranza, i nostri fratelli e le nostre sorelle che
  64. muoiono in mare[ppp+top]. Vengono da altri Paesi. Da Paesi in cui la fame, la guerra, le divisioni, la fanno
  65. da padrone. E allora, il primo tema è cercare di capire se l’Africa diventa un elemento chiave nel dibattito della
  66. politica mondiale europea e italiana, oppure no. Noi abbiamo iniziato su questo tema, siamo partiti da Tunisi,
  67. come missione internazionale fatta da questo governo. È il primo governo che ha scelto di andare con il
  68. Presidente del Consiglio sotto il Lo ha fatto con una serie di missioni che – certo – per le ragioni della
  69. comunicazione occupano i trafiletti, ma che sono cruciali nel tentare di dire che LÌ sta un pezzo del nostro
  70. futuro[top]; e anche, permettetemi di dire, del nostro passato. Perché, quando penso a ciò che ha
  71. fatto la cooperazione italiana in Mozambico, la Comunità di Sant’Egidio, e che in questi vent’anni
  72. ha portato quel Paese – venti, venticinque anni – quel Paese ad avere un percorso difficile, travagliato, ancora
  73. in questi giorni in discussione – questi giorni no, siamo negli ultimi mesi in discussione. Se penso a questo,
  74. penso che non sia soltanto il futuro ma anche un pezzo del nostro passato. Ma, non può bastare semplicemente
  75. l’indicazione del problema. Capite che ha una LINEARITÀ l’idea di chiedere l’alto rappresentante della
  76. politica estera[ppp+top]. Non perché c’era una casellina da mettere, come qualcuno ha
  77. sostenuto[ppp+vag], ma perché c’era un’idea da affermare. E va in questa direzione l’idea di dire che
  78. come primo gesto del semestre europeo – anche se anche questo finisce in un trafiletto – si va
  79. in Sudan, a prendere Miriam, che ha partorito con una catena alla caviglia, in ragione della sua
  80. fede, e le si chiede, le si consente di poter tornare a vivere da donna libera negli Statu Uniti, in
  81. questo caso, visto che il marito è americano[ppp]. È una idea di fondo quella che noi stiamo
  82. cercando di affermare[ppp+top], e cioè che non si affronta la questione degli sbarchi dalla Libia
  83. semplicemente parlando alla pancia delle persone[impl]. Qualcuno[vag] dice che questo è il modo per
  84. vincere le elezioni. Noi abbiamo avuto un risultato delle europee che è inedito negli ultimi cinquant’anni, nel
  85. momento di massimo sbarco, con Mare Nostrum pienamente attiva e con una polemica costante su questi
  86. temi. L’idea che gli italiani votino sulla base della pancia[ppp+top], come pensa qualcuno[vag], è
  87. profondamente offensiva nei confronti degli italiani. Gli italiani sono persone razionali, ragionevoli e capaci di
  88. decidere. E comunque non è un problema, oggi, di voti. Quando c’è da andare alle elezioni, noi non abbiamo
  89. mai paura e siamo in condizioni di raccontare le nostre idee. È un problema che va oltre le elezioni e il voto. È
  90. un problema di dignità dell’uomo. E quando si parla di dignità dell’uomo, bisogna avere il coraggio di dire che
  91. la priorità italiana in questo momento è far sì che l’Europa torni ad avere un ruolo politico con la P
  92. maiuscola[ppp]. Considero la convocazione del vertice un fatto molto importante. Ovviamente non
  93. basta, ce la giochiamo sul documento di conclusioni. Noi abbiamo proposto essenzialmente quattro
  94. strategie di direzione. La prima è quella di rafforzare le operazioni europee. Parliamo spesso di Tritone, c’è
  95. anche Poseidon, che è l’operazione che riguarda più la Grecia, che è gestita, guidata, operata dalla Grecia. Non
  96. sottovalutiamo che, mentre diciamo della rilevanza e dell’importanza dell’Africa, ciò che sta avvenendo in
  97. queste ore in Siria e in Iraq è un aumento degli sbarchi che arrivano anche da quell’area del mondo, e la
  98. vicenda di Rodi, la vicenda che abbiamo visto in modo plastico con le immagini delle persone sbarcate in mare,
  99. dal mare nell’ultimo tratto della costa va in questa direzione. Ma, accanto a questo noi pensiamo che sia
  100. arrivato il momento di dire con ancora più determinazione di quanto l’Unione Europea abbia fatto
  101. sino ad oggi[ppp] che combattere i trafficanti di uomini[top+impl] significa combattere gli schiavisti
  102. del ventunesimo secolo[ppp]. Non significa, questo, non sottovalutare che la forza, la pressione che si
  103. esercita e arriva fino ai confini libici non è fermabile semplicemente bloccando gli scafisti[impl], ma
  104. significa dire che in presenza di un traffico di uomini, questa non è innanzitutto una questione di
  105. sicurezza e di antiterrorismo, è una questione di giustizia e di dignità della persona umana. Perché,
  106. la storia ha già conosciuto momenti in cui si prendevano le vite umane, si vendevano o si compravano e si
  107. infilavano in delle stive in dei barconi. Era l’epoca dello schiavismo, e io ritengo che non sia un’esagerazione o
  108. un azzardo sostenere che ciò che sta avvenendo nell’area del mediterraneo con la compravendita di
  109. uomini[ppp] è esattamente una forma di moderno schiavismo. E il fatto che 1.002 persone siano state
  110. in questo momento assicurate dalla forza del nostro Paese alle patrie galere per traffico umano,
  111. per traffico di uomini[ppp+top], non può significare che l’Europa può lasciare soltanto a noi
  112. questa battaglia che è una battaglia di assoluta civiltà[impl]. Il terzo punto che noi vogliamo
  113. sottolineare nel dibattito di giovedì è tentare di scoraggiare alla radice la partenza di queste donne e di questi
  114. uomini dalla loro terra. Su questo permettetemi un sorriso amaro quando sento dire nei dibattiti
  115. televisivi “dobbiamo scoraggiarli”[ppp+top]. Ma non è che noi li scoraggiamo perché guardano Ballarò o
  116. l’Agorà, e vedono qualche autorevole parlamentare europeo o italiano che minaccia fuoco e fiamme. Il punto
  117. centrale è che, quando una persona è in grado di rischiare la propria vita, quando la persona mette
  118. la propria vita a rischio perché deve uscire da una situazione in cui tagliano le teste a quelli che gli
  119. stanno accanto, scoraggiare la partenza non si fa con una generica dichiarazione[impl], si fa
  120. mettendo l’alto rifugiato delle Nazioni Unite in Niger, in Sudan! Si fa intervenendo nelle terre; e si
  121. fa, e si fa, una volta di più, mantenendosi umani, evitando di inseguire la demagogia anche a fronte
  122. di un dibattito parlamentare, come sta facendo larga parte delle opposizioni[impl]. C’è un limite al
  123. tentativo di sciacallaggio di queste ore[ppp+top], c’è un limite a questo tentativo. E credo che sia
  124. arrivato il momento di dire, con grande forza, che ci sono secoli di civiltà giuridica e di valori
  125. umani che questo Paese, a cui non rinuncia questo Paese in nome di un principio demagogico. Noi
  126. non ci rinunciamo. Infine, scoraggiare la partenza da questi Paesi significa avere forte una presenza
  127. delle organizzazioni internazionali nell’area del sud della Libia. In questo senso, il lavoro che noi
  128. abbiamo svolto con il Niger è un primo passo, importante, ma credo che sia fondamentale che sia
  129. l’Unione Europea, nel suo complesso, a tentare di andare in quelle zone, grazie, in particolar modo
  130. al coinvolgimento delle Nazioni Unite. E sono grato al Segretario Generale Ban-Ki Moon per il
  131. pieno sostegno e la profonda condivisione che ha espresso così come sono grato ai leader di
  132. tutti i Paesi di cui ho parlato in questo momento – dagli Stati Uniti a Malta. Vorrei veramente
  133. inserire un ampio spettro di collaborazioni offerte e richieste. Ma credo che sia anche importante
  134. contemporaneamente cercare di far sì che le procedure per l’asilo siano procedure che siano gestite
  135. con un team europeo e, naturalmente, come prevede il punto 6 del lavoro svolto dai ministri degli
  136. esteri, dal commissario Ramopoulos, possa essere un patrimonio non soltanto di un Paese ma di
  137. tutti i 28 Stati Membri. Infine, quarto e ultimo punto che noi proponiamo è quello di far sì che nella
  138. discussione di queste ore vi sia un atteggiamento di particolare urgenza nelle vicende più
  139. emergenziali, perché la retorica del “mai più”[ppp+top] funziona per uno spot televisivo. Ma non è
  140. così, sta continuando in queste ore[ppp]. Continuerà nei prossimi giorni e nelle prossime settimane.
  141. E chi vi dice il contrario[ppp+vag] pensa di svuotare il mare con un cucchiaino. La retorica del
  142. “mai più” lascia il tempo che trova. Abbiamo bisogno di far sì che non risucceda mettendoci del
  143. nostro anche in sede emergenziale[ppp+impl]. Ma, questo tipo di priorità è quella che noi
  144. chiediamo all’Unione Europea che voglia essere qualcosa di diverso da un’assemblea di Paesi
  145. Membri di un club economico, e diverso da un dotto club di specialisti tecnici che conoscono
  146. tutte le dinamiche geopolitiche, ma che si dimenticano di dare una risposta di fronte al dolore
  147. del nostro tempo[impl]. Sono molto ottimista sul fatto che l’Unione Europea possa finalmente cambiare
  148. Perché ho visto la reazione di queste ore, perché credo la convocazione di un Consiglio Europeo straordinario
  149. sia un passo straordinario nelle procedure dell’Unione. Ma anche perché penso che, di fronte a ciò che sta
  150. avvenendo in queste ore e in questi giorni. Noi dobbiamo passare dal tentativo di salvare le persone in mare –
  151. che continueremo a fare, naturalmente, ma il mare è il posto più difficile dove salvare le persone al desiderio
  152. profondo di affermare il principio che, intervenendo in Africa con una strategia a lungo periodo e con una
  153. strategia più significativa di quello che è stato fatto sino ad oggi, l’Unione Europa, di fatto, restituisca a se
  154. stesso, a se stessa, il bisogno di richiamare la propria vocazione[ppp]. Termino su questo. Negli
  155. ultimi giorni, noi abbiamo assistito a un progressivo spostamento della discussione. Fino a una settimana fa
  156. era soltanto una discussione sull’antiterrorismo, sulla sicurezza interna. Vorrei dire una discussione
  157. sacrosanta, una discussione importante. Ed è una discussione alla quale noi DOBBIAMO
  158. partecipare, inserendo non soltanto gli strumenti di difesa, non soltanto gli strumenti di sicurezza
  159. nazionale tradizionalmente intese, ma anche raccontando qual è l’idea dell’Italia nel mondo che
  160. Quando i terroristi attaccano l’Università di Garissa, in Kenya, quando i terroristi attaccano
  161. il museo a Tunisi, quando i terroristi attaccano la redazione di un giornale a Parigi, i terroristi
  162. dimostrano di capire quali sono gli obiettivi in modo molto più attento di tanti commentatori. È
  163. l’idea stessa della cultura che viene messa in discussione. Quando tu vai a uccidere un bambino a
  164. Peshawar, in Pakistan, perché va a scuola, mentre va a scuola, tu stai dicendo che è lì che deve
  165. vincere la battaglia, non soltanto uccidendo quella persona, ma rovinando un’idea di mondo basata
  166. sul capitale umano, sulla cultura. Ecco perché c’è tanto bisogno dell’Italia nel dibattito politico
  167. europeo e mondiale. Ecco perché c’è tanto bisogno della forza culturale, valoriale, educativa del
  168. nostro Paese. Ecco perché c’è bisogno per noi di non limitarsi a vivere questa fase con la necessità
  169. di dare una risposta tecnica[impl]: quali barconi andiamo a prendere, quali interventi facciamo con
  170. la guardia costiera, come interveniamo nei campi profughi, se riusciamo a dare qualche altro
  171. profugo ad altri Paesi. Tutte cose comprensibili, doverose, su cui stiamo lavorando. Ma questo è il
  172. Parlamento della Repubblica. E il Parlamento della Repubblica ha il dovere di affermare un’idea
  173. per i prossimi vent’anni dell’Italia in cui il ruolo nostro di ponte fra Europa e Africa abbia una
  174. strategia meno angusta di quello che la nostra politica di dibattito da talk show sta
  175. portando[ppp+impl]. È su questo che vorrei chiedervi un aiuto per andare giovedì al Consiglio
  176. Europeo, lo chiedo a tutte le forze politiche. Perché di fronte a queste tematiche non c’è divisione
  177. di parte, c’è l’Italia, che è molto più grande delle nostre divisioni di parte. Lo chiedo con la
  178. consapevolezza che con il poeta spagnolo, potremmo dire “immaginare” gli ultimi atti di vita di
  179. quelle persone che hanno perduto ogni speranza, e anche la loro esistenza, dentro una stiva, chiusi a
  180. […] Eppure, se ci pensate, la mancanza di risposte da parte della comunità internazionale fa
  181. letteralmente soffocare un’intera generazione, che non sta scappando perché vuole andare a vedere
  182. posti nuovi, sta scappando perché sta rischiando quotidianamente la vita. Noi siamo l’Italia, come
  183. tale abbiamo il dovere di reagire, e stiamo reagendo, da mesi, vorrei dire da anni. Ma la reazione,
  184. da sola, nobile, non basta. Il passaggio successivo alla reazione è la strategia politica. E la strategia
  185. politica significa chiedere all’Europa di fare l’Europa non soltanto quando c’è da fare il
  186. budget[impl], ma mettere l’Europa in condizioni di avere una strategia politica complessiva. Mi
  187. pare che stiamo andando in quella direzione. Chiedere alle forze politiche di dividere tra semplicità
  188. e semplicismo, tra demagogia e visione a orizzonte, ed essere in condizione noi di dire grazie a chi,
  189. salvando la vita, salva il mondo intero, ma anche di dire a noi stessi che il nostro compito non è di
  190. fare i commentatori[impl], ma è di provare a immaginare quello che accadrà da qui ai prossimi
  191. vent’anni. Io sono certo che saremo all’altezza di questa sfida.

 

Commento all’analisi del discorso di Matteo Salvini

Come nel discorso di Renzi, anche in Salvini la presupposizione è sovente impiegata per esprimere critiche ed attacchi nei confronti di opinioni e ideologie avversarie. In apertura troviamo due descrizioni definite (dei gufi di Sinistra e degli sfigati dei centri sociali) che presuppongono che i componenti della Sinistra (o alcuni di essi) siano dei gufi e che le persone accolte nei centri sociali siano degli sfigati. In 41-42 (quelle cooperative rosse che noi speriamo di cacciare dall’Emilia), mediante una frase relativa Salvini presuppone (a) l’esistenza di cooperative rosse in Emilia e (b) che la Lega Nord voglia cacciare queste cooperative. A seguire, in 44 (della premiata ditta Renzi-Alfano, i novelli schiavisti) presenta – ironicamente – come noto che Renzi e Alfano formino insieme la premiata ditta e che siano i nuovi schiavisti del secolo. Alquanto tendeziosa è inoltre la descrizione definita in 90-91 (i giornalisti poco informati o disattenti) con cui Salvini dà per scontato che esistano giornalisti poco informati e disattenti. Altre presupposizioni dello stesso genere sono quelle evidenziate in 103 (la malagiustizia italiana e l’infame giustizia italiana)  con le quali è presentato come già noto che la giustizia italiana sia infame e che operi in modo scorretto.

Il discorso contiene altresì un discreto numero di implicature conversazionali, usate spesso a scopo lesivo nei confronti del partito opponente. In 4-5 (che non ci guadagna milioni di euro sulla pelle degli immigrati clandestini e degli italiani), Salvini implica che il Governo in carica abbia guadagnato milioni di euro sulla pelle degli immigrati clandestini e degli italiani. Servendosi del medesimo artificio retorico, in 42-43 (che la guardia di finanza vada a controllare le cooperative false e non rompa le palle ai nostri artigiani, ai nostri imprenditori e ai nostri commercianti), Salvini implica che la guardia di finanza non effettui controlli adeguati sulle cooperative false, intervenendo invece sull’attività degli artigiani, degli imprenditori e dei commercianti italiani. In 148-149 (Non come qualche sindacato che organizza le gite premio in giro per l’Italia per prendere per il culo i lavoratori) è invece implicato, ed associato a un referente vago (qualche sindacato), che ci sono sindacati che organizzano gite premio in giro per l’Italia agendo così in modo disonesto nei confronti dei lavoratori.

Interessante è inoltre l’uso di alcune topicalizzazioni post-focali come quella in 80 (quello che dà 200 a un disabile e 1.200 euro a un immigrato clandestino) in cui alle conoscenze recentemente attivate dell’interlocutore è attribuita l’informazione che lo Stato italiano dà 200 euro a un disabile e 1.200 euro a un immigrato clandestino. Dello stesso tipo è l’occorrenza in 87-88 (che dal carcere di Pordenone sia evaso, questa settimana, uno stupratore tunisino che, come prima cosa, ha ri-stuprato un’altra ragazza) in cui è codificato come già attivo nelle mente del ricevente che dal carcere di Pordenone è evaso uno stupratore tunisino. Topicalizzazioni realizzate da clausole ipotetiche sono rappresentate dall’occorrenza in 114 (se a Renzi avanza tempo tra un selfie e un gelato), che presenta come informazione data che Renzi divida il suo tempo tra selfie e gelati, e quella in 161-162 (se arrivi qua e pretendi), che codifica come dato e già disponibile nel contesto di discorso che “gli immigrati arrivano in Italia e pretendono”. 

Anche in Salvini, la vaghezza è espressa soprattutto dall’uso di indefiniti come alcuni in alcuni giornalisti in 22, qualche in qualche fenomeno che fa il generoso coi soldi degli altri in 38 o in qualche vescovo in 70, o nell’uso generico del plurale in ci stanno rubando il senso delle parole in 48. In tutti questi casi, il soggetto a cui il predicato si riferisce è sotto-determinato demandando così all’interlocutore il compito di “completare” il significato dell’espressione con il referente effettivo. Salvini, in effetti, non si impegna a dire quali giornalisti, quale “fenomeno” o quale vescovo siano coinvolti nei fatti che descrive. Allo stesso modo, usando un verbo di terza persona privo di un soggetto esplicito, non definisce in modo chiaro il referente (oggetto o persona) a cui va attribuita la responsabilità di aver rubato il futuro.  

Commento all’analisi del discorso di Matteo Renzi

In questo discorso Renzi ricorre sovente all’uso di presupposizioni, talvolta con lo scopo di rivolgere critiche ai suoi oppositori, talvolta per elogiare il proprio operato in materia di immigrazione o quello di chi ha contribuito e/o preso parte attivamente alle misure messe in atto dal Governo su questo tema. A seguire ne commentiamo alcuni esempi.

L’occorrenza evidenziata al rigo 10 (L’importanza di riconoscere anche in quest’aula innanzitutto il tributo alle vittime) esemplifica una descrizione definita che presenta come informazione già nota al ricevente che riconoscere il tributo alle vittime degli sbarchi sia importante. Tale assunto potrebbe risultare tutt’altro che vero per quegli schieramenti che propugnano idee populiste o alquanto rigide nei confronti dell’immigrazione, come la Lega Nord o altri partiti di Centro-Destra. In 24-25, mediante l’espressione anche da una parte dell’opinione pubblica del proprio territorio, Renzi dà per scontato che i sindaci siano stati attaccati da qualcun altro oltre che dall’opinione pubblica. Questo implicito è legato al significato additivo dell’avverbio anche. In 34 (La necessità che noi abbiamo di dare una risposta soltanto che non sia una reazione), Renzi ricorre a una descrizione definita per presupporre che vi sia una necessità del Partito Democratico di dare una risposta che non sia esclusivamente una reazione, mentre in 45 (quelli che dicono che la comunicazione non conta niente), mediante un pronome indefinito (quelli) presuppone che qualcuno abbia detto che la comunicazione non conta niente. Come annotato nel testo, questa presupposizione ha inoltre un significato vago poiché Renzi non menziona l’effettivo referente di quelli, lasciandolo semanticamente e referenzialmente indeterminato. Altri frequenti attivatori di presupposizione sono rappresentati da verbi di cambiamento di stato come tornare in 91-92 (torni ad avere un ruolo politico con la P maiuscola) in cui è presupposto che in passato l’Europa abbia avuto un ruolo politico con la “P maiuscola”. A seguire, l’occorrenza introdotta dall’avverbio ancora in 100-101 (ancora più determinazione di quanto l’Unione Europea abbia fatto sino ad oggi) presuppone che l’UE sia stata determinata anche in precedenza, mentre la descrizione definita la compravendita in 108-109 (la compravendita di uomini) codifica come già noto che gli immigrati siano stati e siano tuttora oggetto di compravendite. 

Diffuso è inoltre l’uso di implicature conversazionali. In 82-83 (Non si affronta la questione degli sbarchi dalla Libia semplicemente parlando alla pancia delle persone), Renzi viola la Massima di Relazione implicando che qualcuno (notoriamente, Beppe Grillo) abbia affrontato la questione degli sbarchi dalla Libia parlando alla pancia delle persone. Optando per una strategia più diretta, il contenuto veicolato dall’enunciato avrebbe avuto la forma di un’asserzione contenent un chiaro riferimento al destinatario della critica (es. Qualcuno o Grillo ha affrontato la questione degli sbarchi dalla Libia parlando alla pancia delle persone). Altri casi di implicatura sono offerti dall’occorrenza in 103 (semplicemente bloccando gli scafisti), mediante la quale Renzi implica, senza asserire esplicitamente, che le opinioni contrarie alla sua politica siano a favore di un blocco degli scafisti, e quella in 168-169 (Non limitarsi a vivere questa fase con la necessità di dare una risposta tecnica), con cui Renzi lascia intendere – senza “dire” – che oggi il Governo italiano si è limitato a dare solo risposte tecniche al problema dell’immigrazione. 

Il testo è inoltre caratterizzato dalla presenza di topicalizzazioni con cui il parlante presenta determinati contenuti come già introdotti nell”universo di discorso e, pertanto, nella memoria a breve termine del ricevente. In 48-49 (siccome stavolta il mondo non si è girato dall’altra parte sulla vicenda del naufragio), la subordinata causale codifica come informazione già data che il mondo non si sia girato dall’altra parte; lo stesso vale per le subordinate causali a seguire. In 69-70 (sta un pezzo del nostro futuro), la topicalizzazione post-focale presenta come già parte delle conoscenze attivate dal discorso che un “pezzo del nostro futuro sia da qualche parte”, mentre in 101 (combattere i trafficanti di uomini) è presentato come dato e, al contempo, da implicare, che il Governo intenda combattere i trafficanti di uomini.   

Meno frequenti sono i casi di vaghezza che, sul piano semantico, sono esemplificati soprattutto dall’impiego di pronomi indefiniti come qualcuno in 83 e 86 in cui Renzi lascia sotto-determinata l’identità di colui che dice che questo è il modo per vincere le elezioni”, e di colui che dice che “gli italiani votano con la pancia”.  

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Ogni contenuto discutibile è evidenziato con un colore diverso che corrisponde al tipo di implicito linguistico usato dal parlante in quell’occasione. Il tipo di implicito è indicato nell’etichetta che compare al passaggio, e che ne esplicita anche la funzione comunicativa.

Ogni contenuto implicito serve a realizzare un certo obbiettivo nella comunicazione: cioè, è dotato di una Funzione comunicativa. Ad esempio: Autoelogio, Elogio di altri, Attacco, Difesa e Opinione personale. 

La Presupposizione è un contenuto presentato come se i destinatari ne fossero già al corrente: in questo modo non sono indotti a metterlo in discussione.

L’Implicatura è un contenuto che non è detto esplicitamente, ma è lasciato intuire. Poiché lo implica lui, il destinatario si accorge di meno che gli è stato trasmesso dall’emittente. 

Un’Espressione vaga è compatibile con molti diversi contenuti concreti, per cui è difficile accorgersi se essa sia falsa o esagerata.

Un Topic, per i linguisti, è un’informazione presentata come se se ne stesse già parlando, quindi come se fosse già abbastanza accettata nel discorso.