L’implicito della settimana: le domande e le risposte di Kia

L’osservatorio OPPP! apre il nuovo anno con l’analisi dei messaggi impliciti contenuti all’interno dello spot televisivo della Gamma Elettrificata della casa automobilistica Kia. Di seguito la trascrizione del brevissimo testo dello spot:

Muoversi. Quand’è che ci abbiamo rinunciato?

Quando seguire le storie degli altri è diventato più interessante del vivere la nostra?

Gamma elettrificata Kia. Technology that moves you.

Come vediamo, in questo spot sono centrali due domande che iniziano con “quando”, che attivano delle presupposizioni. In molti casi, con questo tipo di domande diamo per scontati dei contenuti veri e noti. Quindi, se chiediamo “quando è stato inventato il telefono?” presupponiamo il fatto che è stato inventato il telefono, cioè lo diamo per scontato, e rivolgiamo la nostra attenzione su quando questo sia successo. Nello spot Kia, le due domande danno però per scontati dei contenuti che in realtà non sono così ovvi o veri in assoluto. Nel primo caso, Muoversi. Quand’è che ci abbiamo rinunciato? viene infatti presupposto che tutti noi abbiamo rinunciato a muoverci; l’impressione che la nostra rinuncia al movimento sia una verità assodata è poi rafforzata anche dall’ordine di parole scelto nella domanda (tecnicamente una “topicalizzazione sintattica”, realizzata da quand’è che in luogo del classico quando). Nella seconda domanda, Quando seguire le storie degli altri è diventato più interessante del vivere la nostra?, viene invece presupposto che seguire le storie degli altri sia diventato più interessante del vivere la nostra.

A rendere queste domande potenzialmente ancora più persuasive è poi una buona dose di vaghezza: sia il concetto di movimento che quello di “vivere la propria storia” possono riferirsi a molti stati di cose, e così ogni ascoltatore potrà ritrovarvi quello che più risponde alle proprie idee ed esperienze. Ad esempio, tornare dalla propria famiglia e riallacciare i rapporti con i propri cari, viaggiare più spesso e conoscere posti nuovi, avere una routine più dinamica, e così via. Questo contribuirà a rendere il messaggio più credibile e convincente per ciascun destinatario.

Inoltre queste due domande, oltre a presupporre dei contenuti discutibili, sono anche retoriche, perché in realtà non sono mirate ad ottenere una vera e propria risposta, bensì vogliono trasmettere un altro messaggio, anch’esso implicito, e cioè che è tempo di ricominciare a “muoversi” e a “vivere la nostra storia”. Da questo contenuto semi-nascosto (tecnicamente una implicatura conversazionale) scaturisce un ulteriore passaggio implicito – solo parzialmente ripreso dallo slogan finale in inglese – che realizza l’intento primario dello spot: sono proprio le auto Kia che riusciranno a far recuperare il movimento e a far tornare a vivere la propria storia a chi le acquisterà. 

Questi messaggi impliciti, naturalmente rafforzati anche dalle immagini del video (che infatti rimandano ad una contrapposizione tra staticità e movimento) sarebbero molto probabilmente risultati meno credibili se asseriti esplicitamente, come in “Tu ti limiti a seguire le storie degli altri, hai rinunciato a muoverti e a vivere la tua storia. Ora puoi ricominciare a farlo grazie alle nostre auto”. Un confezionamento implicito, invece, assicura meno critiche e una maggiore possibilità di successo.

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