L’implicito della settimana: Susanna Ceccardi contro le ong

In questi giorni, la politica italiana è assorbita dalla notizia della cattura di Matteo Messina Denaro. Nonostante le immancabili polemiche, ci sembra che il dibattito goda di un discreto livello di esplicitezza. Proponiamo l’implicito della settimana da un tweet della europarlamentare della Lega Susanna Ceccardi. A causa delle nuove stringenti regole introdotte nel “decreto ong” approvato dal governo Meloni, l’Europarlamento teme che in Italia le operazioni di salvataggio in mare si configurino come reato. Ceccardi commenta:

“Mettere regole alle ong è sacrosanto per uno Stato sovrano che vuole controllare i flussi migratori e difendere i propri cittadini!”

In questo passaggio l’europarlamentare presuppone, grazie al verbo di cambiamento di stato “mettere”, che prima dell’ultimo DDL le ong non avessero regole, cosa ovviamente falsa. Inoltre, questo contenuto non è solo presupposto, ma anche topicalizzato, ossia collocato nella parte della frase che lo presenta come già attivo nei pensieri dei destinatari, con la conseguenza che la maggior parte di loro lo processerà con minore attenzione, senza accorgersi della sua falsità. Nella stessa frase Ceccardi produce una breve lista di obiettivi auspicabili per uno Stato sovrano: il primo, “controllare i flussi migratori”, è certamente legittimo; ma il secondo, “difendere i propri cittadini”, in questo contesto risulta tendenzioso. Il verbo “difendere” presuppone infatti che i cittadini siano in pericolo, lasciando peraltro vago quale sia questa minaccia. Dato il contesto, si attiva l’implicatura che il pericolo per i cittadini siano i flussi migratori non regolati dalle nuove severe regole imposte alle ong, che di fatto rendono quasi impossibile il salvataggio in mare. Tutti questi contenuti impliciti costituiscono una visione politica, non dati di fatto che si possano dare per scontati.

“Salvini – conclude Ceccardi – è a processo per aver difeso i confini italiani ed europei ma invece dovrebbero esserci le ong che trattano con i trafficanti!”

Incassando il contenuto in una frase subordinata con verbo all’infinito, Ceccardi dà per ovvio che Salvini abbia difeso i confini italiani ed europei: di nuovo, un contenuto opinabile, e di nuovo vago rispetto alla fonte del pericolo (davvero ha difeso i confini, Salvini? E da cosa?). Con un’ultima presupposizione, attivata questa volta da una frase relativa che espande un nome con l’articolo determinativo, l’europarlamentare leghista dà per noto a tutti che vi siano delle “ong che trattano con i trafficanti”: un’accusa molto grave, e ancora una volta vaga. Se Ceccardi avesse twittato la versione esplicita: “SOS Méditerranée/SeaWatch/Open arms tratta con i trafficanti”, come minimo avrebbe ricevuto una querela, e comunque sarebbe stato più visibile che con ogni probabilità diceva il falso. Infine, con la seconda parte del tweet Ceccardi riesce anche a trasmettere l’implicatura che il processo a cui è sottoposto Salvini sia ingiusto e non abbia ragione di esistere. In definitiva, ci troviamo di fronte a un vero trionfo dell’implicitezza.

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Ogni contenuto discutibile è evidenziato con un colore diverso che corrisponde al tipo di implicito linguistico usato dal parlante in quell’occasione. Il tipo di implicito è indicato nell’etichetta che compare al passaggio, e che ne esplicita anche la funzione comunicativa.

Ogni contenuto implicito serve a realizzare un certo obbiettivo nella comunicazione: cioè, è dotato di una Funzione comunicativa. Ad esempio: Autoelogio, Elogio di altri, Attacco, Difesa e Opinione personale. 

La Presupposizione è un contenuto presentato come se i destinatari ne fossero già al corrente: in questo modo non sono indotti a metterlo in discussione.

L’Implicatura è un contenuto che non è detto esplicitamente, ma è lasciato intuire. Poiché lo implica lui, il destinatario si accorge di meno che gli è stato trasmesso dall’emittente. 

Un’Espressione vaga è compatibile con molti diversi contenuti concreti, per cui è difficile accorgersi se essa sia falsa o esagerata.

Un Topic, per i linguisti, è un’informazione presentata come se se ne stesse già parlando, quindi come se fosse già abbastanza accettata nel discorso.