L’implicito della settimana: il persuasivo spot di Apple

Un saluto ai nostri lettori! Oggi la lente di OPPP! si sposta nell’ambito pubblicitario, per osservare come la famosa multinazionale Apple sfrutti sapientemente il linguaggio implicito per promuovere l’ultimo modello del suo iPad.

Nella sua iniziale sequenza di musica e immagini, questo breve spot offre un richiamo ad una scena canora del film Disney La Sirenetta, in cui la protagonista vorrebbe uscire dall’acqua e assaporare la libertà della vita sulla terra ferma, facendo intonare una rivisitazione dello stesso brano a delle persone “intrappolate” nei propri uffici, desiderose di uscire e di svincolarsi dai fili dei loro ingombranti computer. Nella seconda metà del breve filmato si vedono invece persone dall’aria beata che lavorano e fanno videochiamate in ameni spazi aperti grazie ai loro iPad. Alla fine di questa sequenza, mentre la canzone si chiude significativamente con l’espressione “in libertà”, lo slogan recita: “Il tuo prossimo computer non è un computer”. Questa breve frase, apparentemente contraddittoria, nasconde in realtà alcuni rilevanti contenuti promozionali che sfruttano meccanismi impliciti, che ora vedremo insieme.

In primo luogo, notiamo una strategia di avvicinamento con il potenziale destinatario: tramite la presupposizione “il tuo prossimo computer” viene presentato linguisticamente come assodato, e cioè come verità su cui tutti sono d’accordo, che l’iPad Apple sarà il prossimo computer di chi legge. Lo stesso messaggio, detto in maniera esplicita (“quando ti servirà un nuovo computer, e noi sappiamo che ti servirà, acquisterai un iPad Apple!”), avrebbe probabilmente contrariato molti dei lettori. Inoltre, con questa presupposizione, viene dato per scontato che l’iPad della Apple è un computer, ovvero che nonostante sia un tablet, dalle capacità solitamente inferiori, possegga tutte le qualità di un computer. Ma allora perché lo slogan subito dopo sembra negare questo contenuto, affermando che “il tuo prossimo computer non è un computer”? Per risolvere questa contraddizione siamo chiamati a ricostruire il significato implicito di questa affermazione, ovvero a cogliere un’implicatura: l’iPad non è un computer nel senso canonico del termine, perché è un tablet (ed è quindi più maneggevole, leggero e con una più lunga autonomia); tuttavia, questo iPad è talmente superiore agli altri tablet che può essere comparato, in termini di prestazioni, a un vero e proprio computer.

Con questo slogan, breve ma denso di impliciti, Apple riesce quindi a rendere il suo prodotto molto appetibile, senza risultare eccessivamente autocelebrativa, invadente rispetto ai desideri del suo potenziale consumatore o aggressiva nei confronti della concorrenza. Ancora una volta, abbiamo un esempio di come gli impliciti contribuiscano a rendere la pubblicità ancora più persuasiva.

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Ogni contenuto discutibile è evidenziato con un colore diverso che corrisponde al tipo di implicito linguistico usato dal parlante in quell’occasione. Il tipo di implicito è indicato nell’etichetta che compare al passaggio, e che ne esplicita anche la funzione comunicativa.

Ogni contenuto implicito serve a realizzare un certo obbiettivo nella comunicazione: cioè, è dotato di una Funzione comunicativa. Ad esempio: Autoelogio, Elogio di altri, Attacco, Difesa e Opinione personale. 

La Presupposizione è un contenuto presentato come se i destinatari ne fossero già al corrente: in questo modo non sono indotti a metterlo in discussione.

L’Implicatura è un contenuto che non è detto esplicitamente, ma è lasciato intuire. Poiché lo implica lui, il destinatario si accorge di meno che gli è stato trasmesso dall’emittente. 

Un’Espressione vaga è compatibile con molti diversi contenuti concreti, per cui è difficile accorgersi se essa sia falsa o esagerata.

Un Topic, per i linguisti, è un’informazione presentata come se se ne stesse già parlando, quindi come se fosse già abbastanza accettata nel discorso.