Questa settimana vi presentiamo un confronto di stretta attualità. Il 15 luglio il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte è in Senato per recare delle comunicazioni in vista dell’imminente Consiglio Europeo, in cui il governo intende negoziare l’allocazione del cosiddetto Recovery Fund, un fondo di 750 miliardi di euro per la ripresa dalle conseguenze economiche dell’epidemia di Covid-19. Il piano di finanziamento è osteggiato dai “paesi frugali”, capeggiati dai Paesi Bassi, che si attengono a una linea più rigorista e sono contrari agli stanziamenti a fondo perduto, che costituirebbero una parte consistente del fondo.

Nel suo discorso in Senato, Conte si mostra ottimista sull’esito dei negoziati europei, fa cenno ai segnali positivi giunti dalla Commissione, e afferma che l’Europa non potrà che rispondere alla crisi con soluzioni asimmetriche: “La nostra casa comune è in grado di offrire vantaggi per tutti, se però usciamo dall’ottica negoziale del gioco a somma zero […] Nessuno Stato può avvantaggiarsi a scapito di altri”.

Al momento delle repliche, interviene il leader della Lega Matteo Salvini. Il suo discorso non si limita al tema del Consiglio Europeo, ma si estende in un’ampia critica dell’operato del governo nella gestione della crisi. Salvini accusa Conte di aver risposto all’emergenza solo con chiacchiere, e snocciola tutti i provvedimenti messi in atto dagli altri governi europei, invitando il premier a “copiare gli altri”. Quanto al Recovery Fund, la posizione della Lega è tranchant: “Lei viene qua […] a dirci che […] se facciamo i bravi, se accogliamo un po’ di clandestini, se magari tagliamo un po’ le pensioni o applichiamo una nuova patrimoniale, forse ci restituiscono una piccola parte di questi 200 miliardi dati dagli italiani? Voi siete matti”.

Da domani OPPP! va in vacanza. Ci rivediamo a fine mese!