Luigi Di Maio e Giorgia Meloni in campagna elettorale per le elezioni europee 2019

Un confronto tra le informazioni discutibili trasmesse in modo implicito

Discorso di Luigi Di Maio

Manifestazione a Roma, 2 maggio 2019

Qui puoi vedere il video del discorso in cui Di Maio presenta il programma del M5S per le prossime elezioni europee.

  1. Buongiorno, buongiorno a tutti. Allora grazie, grazie a tutti per essere qui.
  2. Un grande saluto va ai nostri candidati, ai giornalisti per essere a questa presentazione dei dieci punti per
  3. l’Europa del MoVimento 5 Stelle. Dieci punti che servono a continuare per cambiare. Voglio dirlo chiaramente:
  4. quello che presenterò oggi non sono, non è soltanto un elenco di cose che vogliamo fare[impl].
  5. Non è questo il tema. Abbassate i telefoni, così loro non si arrabbiano. Non è questo il tema. Qui non stiamo
  6. parlando di dieci punti, algidi, che devono rappresentare un semplice programma[impl]. Quello
  7. di cui oggi parleremo – e quello che racconteremo in questa campagna per le europee – sono questioni legate
  8. alla nostra identità. E per essere nostra identità, non devono essere solo un programma in punti, ma
  9. devono essere necessariamente fatti concreti[impl]. Per avere un’identità devi avere una credibilità. E
  10. per avere una credibilità, non puoi venire in una campagna per le europee solo a dire quello
  11. che vuoi fare, ma devi spiegare bene che cosa hai fatto[impl]. Perché la credibilità è questo. È: “se lo
  12. dici, poi lo fai”. Ebbene, siamo ancora in un momento, sia europeo che italiano, in cui si dice: ci
  13. sono le forze politiche di sinistra, ci sono le forze politiche di destra e poi non si sa che cos’è il
  14. MoVimento 5 Stelle[impl + vag]. Siamo un unicum a livello europeo[impl]. Però possiamo dirci che ci
  15. sono dei temi che, se li hai a cuore, se credi che siano dei temi su cui si debba intervenire, se
  16. credi come cittadino italiano che ci siano delle questioni da affrontare in maniera prioritaria, e
  17. allora puoi votare solo il MoVimento 5 Stelle[impl + vag]. E sicuramente uno di questi temi è il lavoro.
  18. Se pensi che sul lavoro in Italia si debba fare molto di più per i diritti dei lavoratori, per i diritti
  19. degli imprenditori che lavorano ogni giorno, c’è una sola forza da votare: il MoVimento 5 Stelle.
  20. Se pensi che sull’ambiente si debba fare molto di più, se pensi che l’ambiente sia un tema
  21. fondamentale alla sopravvivenza dell‘individuo e per la sopravvivenza del cittadino, puoi
  22. votare solo una forza politica che ha la credibilità nell‘affrontare questo tema ed è il
  23. MoVimento 5 Stelle. Se pensi, in questo momento, che la legalità sia al centro dell‘azione di
  24. qualsiasi governo per riuscire a far bene, sia il presupposto necessario per far lavorare bene un
  25. paese, per farlo crescere economicamente e dal punto di vista sociale, c’è una sola forza politica
  26. che puoi votare in Italia ed è il Movimento 5 Stelle[impl + vag]. E questo vale per tanti altri temi:
  27. per il tema della meritocrazia, per il tema degli aiuti alle famiglie che fanno figli, per la crescita
  28. demografica[impl]. Vale per il tema dei tagli ai privilegi. E vale per gli aiuti alle imprese del
  29. Made in Italy, la tutela delle imprese del Made in Italy[impl]. Questi temi che oggi vi presenterò e che
  30. sono la nostra fase due “Continuare per cambiare”, la nostra fase due per l’Italia e per l’Europa, rappresentano
  31. tante battaglie che abbiamo portato avanti in questi anni, sia dall’opposizione e, in questi mesi dal governo del
  32. paese in questi undici mesi dal governo del paese. E vorrei continuare presentandovi il primo punto: il salario
  33. minimo europeo. Per noi è fondamentale dirci una cosa, che è alla base di tutto quello che facciamo qui come
  34. governo: c’è da tutelare il diritto e i diritti di chi lavora. E per farlo non basta soltanto andare avanti con quello
  35. che stiamo facendo in Italia. Dobbiamo farlo a livello europeo[impl]. C’è stata una fase uno sulla tutela
  36. dei diritti di chi lavora, qui in Italia, ed è stato il decreto dignità. Ce l’hanno massacrato – me l’hanno
  37. massacrato[impl + vag]. Hanno detto chiaramente che quel decreto non stava in piedi e avrebbe
  38. fatto perdere i posti di lavoro[impl + vag]. E sono tanto contento del fatto che ieri abbiamo festeggiato la
  39. festa dei lavoratori il primo maggio con un dato certificato dall’Istat che dice che, solo nei primi tre mesi di
  40. quest’anno, ci sono 208.000 contratti a tempo indeterminato in più rispetto all’anno scorso,
  41. cioè l’82% di contratti stabili in più[impl]. Un grande abbraccio a quei ragazzi che oggi hanno un
  42. contratto a tempo indeterminato[impl]. E lo stesso vale sul salario minimo garantito. L’Italia è uno dei
  43. pochi paesi che in Europa non ha questo strumento[impl]. Significa che ci sono persone che vengono
  44. definite “lavoratori” anche – e “lavoratrici” – anche guadagnando €2 all’ora, anche guadagnando €1 all’ora.
  45. Quelli non sono lavoratori. Quelli sono sfruttati. E non stiamo parlando solo della paga, non stiamo parlando
  46. solo dello stipendio. Stiamo parlando anche di tutti i diritti che ruotano intorno e le garanzie che ruotano
  47. intorno ad una persona che lavora. Ma se veramente vogliamo contrastare le delocalizzazioni, se
  48. veramente vogliamo contrastare quel fenomeno di aziende che lasciano l’Italia e se ne vanno in
  49. altri paesi europei[impl], il salario minimo non lo dobbiamo fare solo in Italia, lo dobbiamo fare a livello
  50. europeo, in modo tale che scompaia il dumping salariale, cioè quel fenomeno per cui, siccome si pagano di
  51. meno dei lavoratori in altri paesi europei, le aziende se ne vanno lì. Io vi dico: la fase uno l’abbiamo fatta
  52. col decreto dignità e abbiamo avuto ragione di quei numeri[impl]. Adesso stanno iniziando a
  53. criticare il salario minimo orario italiano[impl + vag]. Ben venga, porta bene[impl]. Noi lo faremo,
  54. lo faremo in Italia. Il 6 maggio o l’8 maggio scadono gli emendamenti in commissione al Senato. Io mi aspetto –
  55. il prima possibile – una approvazione al Senato del salario minimo, per poi passare alla Camera. E spero che nei
  56. prossimi mesi tutti i cittadini italiani possono avere uno stipendio dignitoso per essere definiti lavoratori. E i
  57. primi che mi stanno chiedendo il salario minimo[ppp] in Italia sono gli imprenditori. Perché la
  58. maggioranza degli imprenditori di questo paese paga dignitosamente i propri dipendenti, ma si vede
  59. sorpassato da quelle imprese furbette – che sono la minoranza – che sottopagano i propri
  60. dipendenti e fanno concorrenza sleale a chi paga lealmente e dignitosamente le persone[vag].
  61. Anzi, a volte ci sono imprenditori Italia che pagano prima i dipendenti e poi, se avanza qualcosa, si prendono lo
  62. stipendio per se stessi e per portare avanti la propria famiglia. Bene fase uno: decreto dignità. Fase due: salario
  63. minimo in Italia e a livello europeo. È un tema da contratto. È un tema che è nel contratto di governo. Ma dico
  64. ancor di più: è un tema che era nel programma elettorale delle ultime politiche in Italia – prima
  65. del 4 marzo – della Lega, del MoVimento 5 Stelle e del PD[impl]. Quindi queste due forze
  66. politiche – sia il PD sia la Lega – mi devono spiegare perché non vogliono votare il salario
  67. minimo[impl + ppp]. Io non credo che arriveranno a tanto[impl], anche perché saremo in grado di
  68. convincere – soprattutto la Lega[impl]del fatto che bisogna rispettare i punti del contratto [ppp],
  69. soprattutto sull’aumentare gli stipendi[impl] dei giovani e dei meno giovani in Italia, che hanno grandi
  70. difficoltà. Perché vedete: noi ci siamo occupati, nella prima parte di questo governo, di coloro che erano più in
  71. difficoltà, quelli che un lavoro non ce l’avevano. Ma c’è tanta gente che lavora e non arriva a fine mese. Salario
  72. minimo significa avere uno stipendio per arrivare alla fine del mese e allo stesso tempo delle tutele minime,
  73. come la norma che stiamo per approvare sui riders. Andando avanti, l’altro tema è lo stop all’austerity, gli
  74. investimenti per la crescita sostenibile e la piena occupazione. Voglio dirlo con molta chiarezza: io non mi
  75. accontento di quello 0,2% di PIL che ieri è stato – anzi l’altro ieri – è stato certificato
  76. dall’Istat[impl]. Però possiamo dirci che tutte quelle previsioni che dicevano che l’Italia nel 2019
  77. sarebbe entrata in recessione e che stava arrivando la catastrofe[ppp + vag] sono state
  78. smentite[vag] e forse qualcuno dovrebbe imparare a mettere un po’ in dubbio le proprie
  79. convinzioni quando parla delle nostre azioni di governo[impl + vag]. E c’è un dato incoraggiante: che
  80. in questi primi tre mesi del 2019, è vero che c’è stato un +0,2%, ma ancora devono avere un impatto sui
  81. dati il reddito di cittadinanza, quota 100 e i 2 miliardi di euro che inietteremo per le start up
  82. innovative nell’economia nei prossimi giorni, il decreto crescita e il decreto Sblocca
  83. Cantieri[impl]. Nessuno di questi provvedimenti ha ancora dispiegato effetti
  84. nell’economia[impl]. Nei primi tre mesi, gli effetti ci sono stati sulle partite IVA e il regime dei minimi, che
  85. abbiamo aumentato. Nei primi tre mesi, c’è stato l’abbassamento dell’IMU sui capannoni industriali per le
  86. aziende. Io giravo l’Italia e mi trovavo aziende che dicevano: «quelli sono beni che ci servono per lavorare, non
  87. sono beni di godimento e da Monti in giù ci hanno fatto pagare l’IMU». Oggi siamo arrivati ad una detrazione
  88. sull’IMU, sui capannoni industriali, del 60%. Significa che un imprenditore paga il 60% in meno dell’IMU sui
  89. propri capannoni e, nei prossimi due anni, glielo azzereremo. Però, quando noi parliamo di stop all’austerity,
  90. parliamo di tutti quei numerini con i quali ci hanno convinto in questi anni che bisognava
  91. tagliare dalla sanità, dall’istruzione, dalle infrastrutture, per obbedire a delle regole europee
  92. che dovevano rimettere a posto l’economia europea[impl+vag+ppp]. La prima a pagarne le
  93. conseguenze, quando siamo entrati in difficoltà con la guerra dei dazi Stati Uniti e Cina, non è
  94. stata l’Italia, è stata la Germania: una delle più grandi fautrici dell’austerity che oggi segna
  95. meno 2 di produzione industrialemeno 2%con l’Italia invece che è il primo paese per
  96. produzione industriale in Europa[impl+ppp+top]. È vero che è +0,8, ma con una Germania che era la
  97. locomotiva d’Europa che segna meno 2, significa che le nostre politiche espansive stanno producendo effetti
  98. nell’economia italiana. E se l’Europa ci segue e si convince del fatto che nei momenti di crisi
  99. bisogna investire, non tagliare, investire miliardi[ppp+vag] come abbiamo scritto – non tagliare
  100. miliardi, probabilmente cominceranno avere degli effetti positivi in tutti i paesi europei. Ma, ma… è difficile
  101. dire che vuoi combattere l’austerity se poi ti allei con quelle forze politiche che stanno al
  102. governo di quei paesi che ci fanno la guerra, quando vogliamo fare politiche espansive[impl+
  103. ppp+vag]. Io non smetterò mai di dirlo: non ha senso che vieni qui in Italia – come fa la Lega[ppp+top] – a
  104. dire «ah, abbassiamo l’austerity, contrastiamo l’austerity, servono più soldi» e poi si vanno ad alleare con
  105. Orbán o con quei governi dell’est dell’Europa, che quando stavamo facendo quota 100 e reddito
  106. di cittadinanza chiamavano Junker e gli dicevano «dovete fare la guerra all’Italia, dovete
  107. bloccarli perché ci deve essere più austerity in Italia»[ppp]. E lo stesso è valso sui migranti. Noi
  108. faremo un gruppo parlamentare in Parlamento Europeo, che non sarà né di destra né di sinistra e vi posso
  109. assicurare che, per come si stanno mettendo le cose[impl] – come è successo il 4 marzo che PD e Forza
  110. Italia non hanno fatto 51% e noi siamo stati determinanti per la creazione del governo – allo stesso modo
  111. succederà in Europa il 27 Maggio, quando PPE e PSE non faranno 51% e il nuovo gruppo parlamentare, in cui
  112. la delegazione più grande sarà quella del MoVimento 5 Stelle, sarà determinante per il salario minimo, per
  113. bloccare l’austerity e per cominciare a fare gli investimenti lì dove servono. Perché…Permettiamoci,
  114. permettiamoci pure un momento di orgoglio. Qui ci dicono sempre che siamo quelli che con le nostre
  115. politiche porteranno l’Italia allo sfascio[impl+vag]. Ma la verità è che quando siamo entrati in
  116. recessione negli ultimi mesi del 2019 è perché stavamo scontando le folli iniziative di una legge
  117. di bilancio che era stata fatta dal governo Gentiloni[impl+ppp+vag]. E adesso, dopo che ci hanno
  118. lasciato un‘Italia in recessione[ppp+vag], noi, un po’ alla volta, la stiamo rimettendo in
  119. carreggiata[ppp] con politiche espansive e investendo sulla stabilità della vita delle persone[vag].
  120. Perché i contratti a tempo indeterminato non significa soltanto la possibilità per una persona
  121. di avere un contratto di lavoro più stabile e più tranquillo[impl]. Non è questo soltanto. Significa
  122. più gettito per lo stato[impl], perché quelle persone hanno un contratto più stabile che paga più contributi.
  123. Significa possibilità di farsi una famiglia e quindi investire in una casa, investire nella
  124. possibilità di poter fare dei figli. Significa dare un nuovo orizzonte all’Italia[impl]. E sapere che,
  125. nonostante si stiano convertendo i contratti a tempo determinato a tempo indeterminato,
  126. aumenti addirittura l’occupazione – e siamo ai minimi dal 2011[top+impl+ppp]questa è una
  127. risposta a tutti coloro che fecero terrorismo mediatico a capo degli istituti pubblici italiani
  128. [impl+ppp+vag], dicendo che il decreto dignità avrebbe fatto perdere 80.000 posti di lavoro. Ricordiamocele
  129. queste cose, perché noi siamo sempre in quel mood per il quale abbiamo un fuoco di fila da parte
  130. di tutti i grandi esperti – giornalisti e altro[top+ppp+impl]– che ci dicono «voi farete arrivare andare
  131. l’Italia allo sfascio» e poi, quando arrivano questi numeri, sembra quasi che siano un atto dovuto,
  132. sembra quasi che sia una cosa normale[impl]. E allora, se da una parte si racconta del pericolo delle
  133. nostre azioni di governo[vag], quando però arrivano i dati positivi[ppp], con la stessa enfasi,
  134. bisogna dire che qualcuno ha sbagliato, ha sbagliato le previsioni[vag]. E voglio dirvi su questo che
  135. c’è un altro tema importante – ve lo dicevo prima –  che è l’aiuto alle famiglie: il cosiddetto ceto medio. Usiamo
  136. questa parola. Magari non piace a tutti, però è un ragionamento che dobbiamo fare e lo dobbiamo raccontare i
  137. cittadini. Noi, nella prima parte del governo, ci siamo occupati della parte più povera del paese. Abbiamo fatto
  138. il reddito di cittadinanza. Questi sono giorni in cui tanti cittadini stanno ricevendo la card dalle Poste. Io
  139. ringrazio Poste, i Caf, l’Inps, il lavoro che hanno fatto: non una coda agli sportelli, tutto sincronizzato e
  140. organizzato per ordine alfabetico. Siamo arrivati a oltre un milione di richieste per le card. E stanno
  141. aumentando. Man mano che arrivano le carte alle persone, aumentano le richieste, perché non tutti credevano
  142. fosse vero. Perché veniamo da anni di truffe politiche[top+vag+ppp] e invece tanti cittadini si stanno
  143. accorgendo che è vero e quindi stanno andando a richiederlo. E sono tanto contento perché sono stati
  144. descritti questi cittadini come cittadini furbi[impl+vag], invece tante persone, tanti commercianti mi
  145. stanno chiamando. Oggi, me l’ha detto anche Giuseppe Conte che un suo amico commerciante oculista lo ha
  146. chiamato e gli ha detto: «Guarda, in un negozio di ottica un mio cliente è andato a comprare gli
  147. occhiali che non poteva permettersi, è andato con la card del reddito di cittadinanza, gli
  148. occhiali da vista che non si poteva permettere[impl]». Perché tanta gente ha sottovalutato il
  149. livello di difficoltà in cui erano, in cui sono gli italiani[impl+vag+ppp]. Però non è finita qui:
  150. attenzione, la nostra funzione non si esaurisce col reddito di cittadinanza. Noi dobbiamo guardare a quella
  151. parte adesso del paese che è quella che paga lo scotto più alto quando c’è una crisi[ppp+impl] – e
  152. siamo in un momento di difficoltà europea[top] – che si chiama come lo volete chiamare. Io lo chiamo il
  153. ceto medio, cioè le persone che lavorano dalla mattina alla sera e o non hanno uno stipendio per
  154. arrivare a fine mesee quindi il salario minimo – oppure hanno figli, ma non riescono ad
  155. affrontare i problemi economici ogni giorno, perché l’Europa ha continuato con politiche di
  156. austerity che li hanno impoveriti o che hanno difficoltà a comprare una casa o a pagare
  157. l’affitto[impl+vag+ppp]. Perché questa è, a volte, la condizione del cosiddetto ceto medio. E allora, per
  158. questo, c’è stata una fase uno, che è stata quella del reddito. Adesso c’è una fase due, perché dovete sapere che
  159. dal reddito di cittadinanza avanzerà un miliardo di euro, perché ci sono delle persone che ne hanno fatto
  160. richiesta ma che non ne hanno diritto. A testimonianza del fatto che stiamo controllando bene tutto
  161. quello che ci arriva come richiesta[impl+ppp]. E ci sono delle persone che non ne avranno diritto. Questo
  162. miliardo di euro, che avanzerà dai soldi del reddito ogni anno, lo sposteremo sugli aiuti alle famiglie che fanno
  163. figli, sul modello francese. Che significa che, quando ti nasce un figlio in Italia, deve avere lo stesso
  164. tipo di aiuti di un bambino che nasce in Germania, di un bambino che nasce in Francia, di un
  165. bambino che nasce in tutti gli altri paesi europei[impl+vag]. E voglio dirvi…Voglio dirvi su questo che
  166. noi abbiamo visto il grafico degli aiuti familiari che si danno in Italia. Ed è proprio oltre i €25.000-30000 di
  167. reddito annuo che precipita il grafico e va sotto tutti i paesi europei[implCONV+vag]. Quindi èche
  168. dobbiamo andare ad agire[implCONV+vag]. E con questo miliardo inizieremo da lì e lo faremo
  169. nei prossimi mesi, con un lavoro che ci prepara alla nuova legge di bilancio di fine anno[vag].
  170. Voglio dirvi: i dati sull’economia, i dati sull’occupazione sono dati che ci incoraggiano ad andare avanti. E a fine
  171. anno, a fine di quest’anno, faremo una legge di bilancio ancora più efficace, ancor migliore di
  172. quella che abbiamo fatto l’anno scorso[ppp]. E sarà in grado di dare nuove risposte a tante
  173. persone[vag+ppp]. Il quarto punto sono gli incentivi alle imprese per inquinare di meno. C’è stata una fase
  174. uno sull’inquinamento: abbiamo tolto i soldi agli inceneritori in Italia. L’ultima legge europea approvata in
  175. Parlamento in questi giorni – che hanno portato avanti persone come Vilma Moronese, come Alberto Zolezzi,
  176. come tutti gli altri nostri parlamentari che seguono questi temi in Italia – ha tolto la possibilità di dare
  177. finanziamenti agli inceneritori. Perché visto che dicono che producevano energia e quindi
  178. ricaricavano i propri costi grazie alla produzione di energia[vag+impl]. Adesso vediamo. Abbiamo
  179. bloccato le trivelle in mare, le offshore, nonostante sia stato detto che non era vero[ppp+vag+impl].
  180. Però quella era la prima fase. Adesso il vero grande tema è un patto con l’industria italiana con incentivi che
  181. gli consentano di convertirsi in maniera ecologica[ppp]. Ci vorranno anni, ma noi non vogliamo creare
  182. shock al mondo delle imprese. Noi vogliamo fare un percorso con l’industria italiana per arrivare all’obiettivo
  183. di inquinare di meno attraverso degli incentivi. E vi dico una cosa: i soldi ci sono. E ci sono perché il Ministero
  184. dello Sviluppo Economico – che ho l’onore di guidare da undici mesi – negli ultimi 10 anni, ha erogato 80
  185. miliardi di euro di incentivi, ma ne sono stati ricevuti dalle imprese soltanto 60. C’è una parte di questi
  186. incentivi che le imprese non richiedono o perché non le conoscono o – forse – perché non gli servono più così. Li
  187. stiamo riorganizzando e riorganizzeremo tutti gli incentivi in funzione della conversione ecologica. La parola
  188. d’ordine è “riconversione”. E per convertire le nostre aziende e farle inquinare di meno, avremo bisogno di tutti
  189. quanti gli industriali, le associazioni dell’industria, delle imprese. Dobbiamo fare un patto con gli
  190. industriali italiani, da qui a vent’anni, per riconvertire il nostro sistema produttivo[vag]. Punto
  191. cinque: redistribuzione e rimpatri. C’è stata una fase uno sui migranti in Italia: la fase dei cittadini e dell’Italia e
  192. dei cittadini italiani lasciati soli dall‘Europa[vag+ppp]. Si può discutere di quello che vogliamo, ma
  193. quello che abbiamo fatto come governo fino ad ora lo abbiamo fatto da soli, senza nessun aiuto a livello
  194. europeo[vag], abbandonati da un’Europa che nelle conclusioni del primo Consiglio Europeo di
  195. giugno disse: «Chi arriva in Italia arriva in Europa»[impl+vag+top]. E poi, quando abbiamo
  196. provato a ridistribuirgli i migranti, Macron ci ha detto: «no grazie»[ppp+impl]. Quindi, quella è
  197. stata la misura emergenziale: fermare le partenze – e ci siamo riusciti. Adesso però c’è un altro tema, che è
  198. quello che tutti i cittadini mi fanno presente[vag]. Qui ci sono centinaia di migliaia di migranti sul nostro
  199. territorio. Una parte non può stare qui e una parte può stare qui. Ora, prima per il Ministro dell’Interno
  200. erano 500.000, ora sono 90.000 – non mi interessa[impl]. Il tema vero di questa storia è che
  201. l’Europa ci deve permettere di redistribuire negli altri paesi i migranti che possono stare
  202. qui[impl+vag], perché se possono stare in Italia possono stare in Europa. Quelli che non possono stare qui,
  203. bisogna avviare gli accordi di rimpatrio[vag]. E su questo bisogna fare molto di più come governo e noi
  204. lo faremo sia a livello europeo sia a livello italiano, con una proposta che passa per la cooperazione allo
  205. sviluppo[vag], con una proposta che passa per accordi per investire nei paesi di provenienza e
  206. firmare degli accordi di rimpatrio[vag]. Questa è una priorità per i cittadini italiani. È una priorità per i
  207. cittadini europei. Perché non si può essere europeisti con le frontiere dell’Italia[impl], è troppo
  208. semplice così. Se siete europeisti – lo dico agli altri paesi europei – prendetevi le vostre
  209. responsabilità, sia sulla redistribuzione che sui rimpatri[impl+vag]. Il sesto punto riguarda la lotta
  210. alla grande evasione in Europa. Ma possiamo dirci una cosa, non solo in Europa, anche in Italia. Noi stiamo
  211. parlando in questi giorni del possibile aumento dell’IVA[vag]. Per me l’IVA non deve
  212. aumentare, non può aumentare, ma soprattutto non aumenta, in un paese in cui ci sono grandi
  213. evasori che evadono decine di miliardi di euro[impl+ppp]. E qui stiamo parlando di qualche decina di
  214. miliardi di euro da trovare nella nuova legge di bilancio. Io l’ho detto chiaramente: per me le tasse vanno
  215. abbassate in Italia e ben venga la Flat tax, ma non aumentando l’IVA[impl]. Io non voglio
  216. aumentare l’IVA, il Movimento non vuole aumentare l’IVA, vuole abbassare le tasse degli
  217. italiani[impl]. Troveremo i soldi dalla spending review, dalla crescita, ma anche dalla lotta ai grandi evasori. E
  218. mentre la facciamo in Italia, la facciamo anche in Europa. Perché un’Europa che ha i paradisi fiscali al
  219. suo interno e consente ad alcune grandi multinazionali di avere la sede nel paese a più basso
  220. impatto fiscale e poi venire qui a fare concorrenza sleale ai nostri commercianti e ai nostri
  221. imprenditori[vag], non è un’Europa solidale, non è neanche l’Europa del mercato unico. E fare la lotta ai grandi evasori significa anche utilizzare tutte le tecnologie esistenti che abbiamo.

Discorso di Giorgia Meloni

Consiglio Generale di Confcommercio a Roma, 8 maggio 2019

Qui puoi vedere il video dell’intervento: allo stesso link, oltre al discorso di Giorgia Meloni, puoi trovare tutta la registrazione video dell’assemblea “Europee 2019 – Il Consiglio permanente di Confcommercio incontra la politica”.

  1. Dunque, buongiorno a tutti, grazie per l’invito, grazie al presidente Sangalli, a tutto il consiglio. È una bella
  2. opportunità per noi, per me, potersi confrontare con una platea così qualificata, così importante, in un’epoca
  3. nella quale – non so – la politica tende a farsi più per slogan. Delle volte anche gli slogan sono troppo
  4. impegnativi, si lavora direttamente sulle immagini e, magari, non c’è molto tempo per approfondire le
  5. tematiche centrali per la nostra nazione. Quindi l’occasione di fermarsi a parlare, di confrontarsi
  6. particolarmente con una realtà così importante del mondo produttivo italiano, per me è una grande occasione.
  7. Noi abbiamo lavorato molto, come Fratelli d’Italia, sul confronto proprio con le categorie produttive.
  8. Voi lo sapete, anche perché non più tardi dello scorso 17 ma, 17 aprile – chiedo scusa -, proprio a conclusione di
  9. un lungo percorso che ci ha portato ad attraversare, in Italia, tutti i grandi distretti produttivi per confrontarci
  10. col mondo delle imprese, col mondo delle categorie, abbiamo presentato, proprio a Roma, alla presenza del
  11. vicepresidente Stoppani, che è stato con noi perché il presidente Sangalli non poteva, il nostro patto per lo
  12. sviluppo, per la crescita, per il lavoro, per il quale abbiamo invitato le principali sette associazioni –
  13. sostanzialmente di rappresentanza dei mondi produttivi – una manifestazione, un’iniziativa, sempre di
  14. confronto, dal titolo “Più Italia, più impresa”. E abbiamo parlato, già in quell’occasione – chiaramente ci siamo
  15. presi nostri impegni, abbiamo sottoscritto degli impegni al cospetto di queste realtà -, e abbiamo parlato, in
  16. quella occasione, della nostra idea d’Europa e di che cosa bisogna fare, secondo noi, sul piano politico italiano
  17. per sostenere l’impresa e per sostenere l’economia. Per quello che riguarda l’Europa, io ho letto le vostre
  18. proposte, mi pare che ci sia molta sintonia tra le proposte che fate e le cose nelle quali noi crediamo, penso che
  19. ci siano anche diversi punti di contatto sulla visione. Voi dite: “L’Europa ha bisogno di cambiamenti profondi”,
  20. il titolo della nostra campagna elettorale è “In Europa per cambiare tutto”. Siamo d’accordo sul fatto che questa
  21. Europa ha bisogno di essere rivista. A me piace anche questa vostra idea dell’eurorealismo, cioè l’idea di
  22. guardare all’Unione Europea, al processo di unificazione europea non come a qualcosa di, che va
  23. affrontato da un punto vista ideologico[impl], ma come qualcosa che va affrontato da un punto di vista
  24. di sano realismo: che cosa non funziona, che cosa funziona. E vedete, io sono tra quelli che quest’Europa
  25. l’hanno criticata e per questo mi sono sentita dire spesso che sono una nemica dell’Unione Europea. Non penso
  26. di essere una nemica dell’Europa, io sono un’europeista convinta. Il punto è capire se l’attuale
  27. costruzione europea è una costruzione europea che aiuta quest’Europa o che non l’aiuta[impl].
  28. E vedete, tra stare in ginocchio in Europa e uscire dall’Unione Europea, c’è tutta una gamma
  29. intermedia di possibilità[impl]. Ecco, io vorrei discutere di quella gamma intermedia di
  30. possibilità[impl]. Noi abbiamo aderito al gruppo dei Conservatori Europei, sono la terza famiglia per
  31. grandezza nel campo del Parlamento europeo. E quello che condividiamo con il gruppo dei Conservatori è
  32. l’Europa, è l’idea di una Europa come confederazione. Vedete, l’attuale sistema dell’Unione Europea è un
  33. sistema particolare, perché l’Unione Europea, in realtà, non è una federazione e non è una confederazione.
  34. Nasceva come Comunità Economica del Carbone e dell’Acciaio, poi è diventata Comunità Economica Europea.
  35. Piano piano, noi abbiamo aggiunto cose che condividevamo, ma non l’abbiamo fatto con un – diciamo così –
  36. disegno complessivo, l’abbiamo fatto un po’ a pezzi, si direbbe. E questa Unione Europea, oggi, è una
  37. specie di Frankenstein delle organizzazioni internazionali[impl + vag]. Viviamo dei paradossi: noi
  38. abbiamo una moneta unica, ma il costo del denaro cambia da nazione a nazione perché non
  39. abbiamo un unico debito, per dire, la cosa più semplice[impl]. E così ha creato dei problemi di
  40. funzionamento. La mia idea – ci sono quelli che pensano che l’Unione Europea dovrebbe essere una
  41. federazione, quindi cessione totale di sovranità da parte degli stati nazionali, andiamo verso la federazione, non
  42. è la mia idea -, la nostra idea è quella di una confederazione. Cioè, a dire: gli stati rimangono sovrani, tutte le
  43. questioni più vicine e prossime ai cittadini le decide lo stato sovrano e l’Unione Europea si occupa delle grandi
  44. materie. Principio della sussidiarietà: non faccia Bruxelles quello che può meglio fare Roma o Atene o
  45. qualunque altra capitale europea. Ma occupiamoci insieme di fare, per esempio, la politica estera, il mercato
  46. unico, la politica di difesa dei confini, la politica di lotta al terrorismo, politica di sicurezza, politica di
  47. difesa, cose che oggi l’Unione Europea non fa[ppp+top]. Perché, guardate il paradosso: noi, oggi,
  48. viviamo in una Unione Europea nella quale io concordo con la Francia – questo è diventato anche famoso, con
  49. la zucchina di mare, non so se qualcuno di voi…Perché io faccio sempre questo esempio: io concordo con la
  50. Francia la lunghezza delle zucchine piuttosto che il diametro delle vongole che si possono pescare, poi un
  51. giorno ho detto: “Le zucchine si possono pescare”, è diventata la notizia del mese, ma va bene,
  52. almeno se ne parla[impl]. E la Francia, invece, non concorda, non ritiene di dover concordare,
  53. per esempio, con me la sua politica in Libia[impl]. Quindi, io decido cose che francamente, diciamo,
  54. sono di, secondo me, il tema della lunghezza del zucchine o del diametro delle vongole è un tema di importanza
  55. secondaria, ma la Francia in Libia si occupa da superpotenza regionale e fa una politica, fregandosene
  56. diciamoci la verità[ppp+top] – dei suoi partner europei, di occupazione della Libia, anche contro alcuni
  57. interessi, diciamo italiani, dall’Eni in poi. Qualcosa non funziona, scusatemi. Esattamente come non funziona,
  58. visto che parliamo d’Europa, il fatto che le nazioni che a noi vengono vendute come grandi europeiste, la
  59. Francia e la Germania, un mese fa si sono viste ad Aquisgrana ed hanno rinnovato e rafforzato un patto che
  60. dice, in buona sostanza, che la Francia e la Germania si mettono d’accordo su tutto prima di presentarsi in
  61. qualunque consesso internazionale, dalla politica estera alla vendita delle armi, che non è esattamente un
  62. atteggiamento europeista, francamente. La costruzione e la creazione di un superstato all’interno
  63. dell’Unione Europea[impl+top] non è un atteggiamento europeista. Allora, il modello confederale
  64. consentirebbe di superare molti di questi gap, molte di queste questioni che in Europa non
  65. stanno funzionando[vag]. E consentirebbe anche a noi di affrontare meglio alcune grandi tematiche.
  66. Guardate il tema dei flussi migratori – ma lo cito solo perché l’ha citato il presidente Sangalli, non avevo in
  67. animo di farlo -: su tutte le grandi questioni, l’Europa, le istituzioni europee, si occupa, si comportano con due
  68. pesi e due misure. L’Unione Europea ha speso 6 miliardi di euro negli ultimi tre anni, in due
  69. tranche da 2 miliardi, da dare alla Turchia per fermare il flusso di immigrati che arrivavano da
  70. est, perché il flusso di immigrati che arrivava da est, sostanzialmente, dava fastidio alla
  71. Germania[impl]. L’Italia è stata totalmente abbandonata sulla rotta mediterranea ad affrontare il tema
  72. dell’immigrazione, totalmente abbandonata. Anzi, noi abbiamo messo più di 250 milioni per fermare la rotta di
  73. immigrati che arrivavano a est. La proposta che io faccio oggi sul tema dell’immigrazione è fare con la Libia
  74. quello che è stato fatto con la Turchia, cioè andare a trattare con la Libia, attivare un blocco navale, impedire ai
  75. barconi di partire, aprire in Africa gli hotspot…Cioè, occuparsi di difendere i confini esterni
  76. dell’Unione Europea[impl]. Questo, anche l’Italia ha sbagliato un po’ delle sue politiche, perché
  77. se la nostra richiesta in Europa non fosse stata quella di redistribuire gli immigrati, ma fosse
  78. stata quella di fermare il flusso, eh insomma, molte nazioni ci avrebbero ascoltato meglio
  79. [impl+vag]. A me chiedono sempre, i giornalisti: “Come fate ad andare d’accordo con Orban, che è contrario
  80. alla redistribuzione?” Orban è un signore che governa confini esterni dell’Unione Europea, non ha fatto entrare
  81. gli immigrati a casa sua. Di grazia, perché dovrebbe prendersi quelli che ha fatto entrare in Italia? La capisco la
  82. risposta di Orban. Però, magari, se chiediamo a Orban di darci una mano a fermare il flusso, ce la da. E, in
  83. effetti, lui aveva mandato una lettera a Gentiloni per proporlo. Quindi, il tema è anche che tipo di domande si
  84. fanno in Europa, da parte nostra, ma come l’Europa si comporta su una serie di temi. Guardate la questione
  85. dell’Unione bancaria, così arrivo subito a una questione che il presidente Sangalli citava tra le proposte che voi
  86. fate, io sono favorevolissima, ovviamente, al tema dell’Unione bancaria. C’è una questione a monte: noi
  87. abbiamo l’unicum di una Banca Centrale Europea che non risponde minimamente alla politica
  88. [impl+vag]. Non che le altre banche, formalmente, rispondano, anche la Federal Reserve, formalmente, non
  89. risponde alla politica, ma insomma, se il presidente americano dice una cosa, tendenzialmente, la
  90. Federal Reserve la starà ad ascoltare[vag]. Non così per la Banca Centrale Europea, che tra l’altro
  91. gode di estrema discrezionalità nella politica creditizia che porta avanti[impl]. E io, sinceramente,
  92. non posso dire di avere la certezza che in questi anni la Banca Centrale Europea non abbia fatto una politica
  93. creditizia favorendo alcune nazioni rispetto ad altre. Scusatemi, perché la Banca Centrale Europea fa
  94. una politica durissima verso gli NPL, i Non Performing Loans, che sono in pancia alle banche
  95. italiane, ma non fa una politica ugualmente durissima verso i derivati, che sono in pancia alle
  96. banche francesi e tedesche?[impl] Domanda, eh. Perché in teoria sono due strumenti, entrambi, diciamo,
  97. pericolosi sul tema della tenuta del sistema bancario. Però ci sono delle scelte che vengono fatte. Allora,
  98. capire come l’Italia possa avere la consapevolezza del suo ruolo all’interno dell’Unione
  99. Europea[impl]. Noi, delle volte, ci siamo comportati come se fossimo, insomma, una nazione di
  100. passaggio[top], non siamo una nazione di passaggio: noi siamo fondatori dell’Unione Europea, siamo una
  101. nazione forte, siamo una nazione necessaria all’Unione Europea. Quindi si tratta di capire come
  102. costruire un‘Europa che sappia avere più rispetto di tutti gli stati membri e come costruire
  103. un’Italia che sappia andare in Europa a fare delle domande più credibili[impl+vag]. Un’altra delle
  104. cose che io assolutamente condivido della proposta di Confcommercio è quella che riguarda lo scomputo delle
  105. spese per investimenti al calcolo del rapporto deficit/PIL. La mia proposta è ancora più ampia: io penso che
  106. tutti gli investimenti vadano scomputati al calcolo del rapporto deficit/PIL. Ho sentito, adesso, il
  107. vicepremier Di Maio dire: “Il 3%, lo sforamento sì, sforamento no”[impl]. La grande questione del
  108. deficit, secondo me, non è quanto si spende in deficit, ma è per cosa si spende in deficit, sulla qualità della
  109. spesa in deficit. La spesa in deficit per investimenti si può fare, la spesa in deficit per aumentare la spesa
  110. pubblica, secondo me, non si può fare. Tant’è che un’alternativa è quella, no? Cioè è dire, come proposta
  111. europea, se non si volesse scomputare tutta la spesa per investimenti dal calcolo del rapporto deficit/PIL, è
  112. dire: “0 deficit possibile per spesa corrente, 3% possibile per gli investimenti”. È ovvio che quello che tu investi
  113. anche in deficit per gli investimenti è qualcosa che ti rimane e ti produce ricchezza. Ma questo non lo devo dire
  114. a voi, che lo sapete bene. Per cui, anche su questo, siamo assolutamente sulla stessa lunghezza d’onda, così
  115. come sulla web tax, ma lì ci arrivo da qui a poco. Allora, questa è l’idea di Fratelli d’Italia su quello che in
  116. Europa si può costruire, secondo me ci sono i margini per lavorare a una maggioranza che possa arrivare a una
  117. costruzione europea di questo tipo e rendere l’Europa effettivamente un soggetto forte sul piano
  118. politico, capace di dare risposte importanti agli stati che li compongono[ppp], trattando gli stati
  119. che la compongono, diciamo, a parità di condizioni e non facendo favoritismi, perché in questi anni, purtroppo,
  120. sono stati fatti. Esattamente come dicevamo che dalle elezioni al prossimo 26 maggio dipende anche molto
  121. dalle scelte italiane. Poi, insomma, sono elezioni europee, molto bisogna lavorare sul Parlamento europeo.
  122. Tra le grandi riforme che vanno fatte in Europa ce n’è una che è proprio la democratizzazione delle istituzioni
  123. europee, la democratizzazione delle istituzioni europee. Nell’Unione Europea, il Parlamento Europeo, che è
  124. l’unica entità eletta dai cittadini, è quella che conta meno, noi questo lo dobbiamo sapere. Perché
  125. nell‘attuale Unione Europea, vi faccio un passo indietro, la piccola-media impresa, che conta il
  126. 99% delle imprese europee, conta meno delle grandi concentrazioni economiche?[ppp+vag]
  127. Percnell‘attuale costruzione europea, le grandi concentrazioni economiche fanno lobby e
  128. sono, diciamo, più vicine a un sistema nel quale, non dovendo rispondere direttamente del
  129. consenso dei cittadini, insomma, rispondi ad altre dinamiche[impl+vag]. Cioè, questo mi pare
  130. evidente, insomma, no? Noi l’abbiamo denunciato tante volte il fatto che, curiosamente, l’Unione
  131. Europea non avesse l’attenzione che avrebbe dovuto dedicare a quella che è l’ossatura della sua
  132. economia[ppp], che è la piccola-media impresa. Non lo ha fatto e noi lo vediamo ogni giorno. Per cui ci sono
  133. riforme importanti che si possono portare in Europa e, dicevamo, c’è da cambiare anche la politica italiana. Io
  134. non ho fatto mistero di non – così veniamo alle cose di casa nostra -, non ho fatto mistero di non condividere la
  135. politica economica di questo governo, lo abbiamo fatto in tutti questi mesi, in tutte queste iniziative, che
  136. abbiamo dedicato proprio all’attenzione dei mondi produttivi. Non abbiamo paura, non abbiamo avuto paura a
  137. definirci “un partito produttivista”, a fianco, no? Capace di schierarsi a fianco di chi produce
  138. lavoro[impl]. Perché, in questi mesi, noi abbiamo visto tornare delle idee che, insomma, ci parevano sconfitte
  139. da un po’ di tempo. Intanto, forse, bisognerebbe spiegare o ribadire a qualche esponente di questo
  140. governo che la ricchezza non la crea lo stato, la ricchezza la creano le imprese, principio
  141. banale, ma che pare essere stato dimenticato[impl+vag]. Sono tornate una serie di idee,
  142. dicevamo che pensavamo sconfitte, l’idea che il datore di lavoro e il lavoratore siano nemici
  143. l’uno dell’altro[impl+vag] e che non siano, invece, due realtà ugualmente esposte alle
  144. intemperie della crisi economica[top]. L’idea che gli imprenditori sono sfruttatori, corruttori o
  145. evasori fino a prova contraria[impl+vag]. E, soprattutto, l’idea che il lavoro si possa creare per
  146. decreto, che la povertà si sconfigge per editto, che un giorno si sveglia uno, la mattina, al
  147. governo e dice: “Adesso, oggi, abolisco la povertà, oggi creo lavoro, oggi creo lavoro a tempo
  148. indeterminato[impl+vag]. Non funziona così, voi lo sapete meglio di me. Ma, insomma, vale la pena
  149. ricordarlo perché pare che qualcuno non l’abbia capito[vag]. L’unico modo di sconfiggere la povertà è
  150. creare lavoro-sviluppo, lunico modo di creare lavoro-sviluppo è mettere chi può assumere in
  151. condizioni di farlo, mettere le imprese in condizioni di aprire, di crescere, di assumere[impl].
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L’implicito della settimana: Santanchè elettorale contro la Sinistra

Ogni contenuto discutibile è evidenziato con un colore diverso che corrisponde al tipo di implicito linguistico usato dal parlante in quell’occasione. Il tipo di implicito è indicato nell’etichetta che compare al passaggio, e che ne esplicita anche la funzione comunicativa.

Ogni contenuto implicito serve a realizzare un certo obbiettivo nella comunicazione: cioè, è dotato di una Funzione comunicativa. Ad esempio: Autoelogio, Elogio di altri, Attacco, Difesa e Opinione personale. 

La Presupposizione è un contenuto presentato come se i destinatari ne fossero già al corrente: in questo modo non sono indotti a metterlo in discussione.

L’Implicatura è un contenuto che non è detto esplicitamente, ma è lasciato intuire. Poiché lo implica lui, il destinatario si accorge di meno che gli è stato trasmesso dall’emittente. 

Un’Espressione vaga è compatibile con molti diversi contenuti concreti, per cui è difficile accorgersi se essa sia falsa o esagerata.

Un Topic, per i linguisti, è un’informazione presentata come se se ne stesse già parlando, quindi come se fosse già abbastanza accettata nel discorso.