Tina Anselmi (1982) e Paola Binetti (2016) sul tema delle droghe

Un confronto tra le informazioni discutibili trasmesse in modo implicito

Il confronto di oggi vede protagoniste due donne della politica italiana, entrambe di area centrista, e i loro interventi alla Camera dei Deputati, avvenuti a oltre trent’anni di distanza l’uno dall’altro su un tema che è tornato, a più riprese e da diverse angolazioni, a catalizzare il dibattito politico: il tema delle droghe. Il 9 giugno 1982 è in carica il Governo Spadolini, il primo sostenuto dal Pentapartito e non più interamente democristiano. In risposta alla relazione del Ministro della Sanità Renato Altissimo sull’andamento delle tossicodipendenze e sulla efficacia delle misure adottate, interviene dai banchi della DC la deputata Tina Anselmi. Prima donna Ministro in Italia nel 1976, Ministro della Sanità nei governi Andreotti IV e V e firmataria della legge istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale, Anselmi presenta una ricca mole di dati che indicano l’aggravarsi del problema delle tossicodipendenze e pone l’accento sulla questione culturale, che deve essere posta al centro dell’attenzione insieme allo sforzo legislativo e giuridico. La droga è (solo) un problema, e c’è la percezione che potrà essere risolto.

Trentaquattro anni dopo, il 25 luglio 2016, per la prima volta il Parlamento italiano discute una proposta di legalizzazione della cannabis, portata avanti da un gruppo misto, ma osteggiata anche da membri dello stesso Governo Renzi, come il Ministro della Sanità Beatrice Lorenzin e il suo Partito, l’Ncd. Nel dibattito in Aula interviene la deputata di Area Popolare Paola Binetti. Medico, capofila dei teodèm, nota per l’approccio cattolico alle questioni etiche, nel suo discorso insinua che la distinzione tra droghe leggere e pesanti sia labile e che la legalizzazione aprirebbe la strada a scenari drammatici. La Camera boccerà la proposta di legge, lasciando però aperta una questione di cui abbiamo sentito e sentiremo ancora parlare.

Discorso di Tina Anselmi (DC)

Camera dei Deputati, 9 giugno 1982

Puoi ascoltare la registrazione del discorso qui.

Discorso di Paola Binetti (Area Popolare)

Camera dei Deputati, 25 luglio 2016

Puoi guardare il video dell’intervento qui.

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Ogni contenuto discutibile è evidenziato con un colore diverso che corrisponde al tipo di implicito linguistico usato dal parlante in quell’occasione. Il tipo di implicito è indicato nell’etichetta che compare al passaggio, e che ne esplicita anche la funzione comunicativa.

Ogni contenuto implicito serve a realizzare un certo obbiettivo nella comunicazione: cioè, è dotato di una Funzione comunicativa. Ad esempio: Autoelogio, Elogio di altri, Attacco, Difesa e Opinione personale. 

La Presupposizione è un contenuto presentato come se i destinatari ne fossero già al corrente: in questo modo non sono indotti a metterlo in discussione.

L’Implicatura è un contenuto che non è detto esplicitamente, ma è lasciato intuire. Poiché lo implica lui, il destinatario si accorge di meno che gli è stato trasmesso dall’emittente. 

Un’Espressione vaga è compatibile con molti diversi contenuti concreti, per cui è difficile accorgersi se essa sia falsa o esagerata.

Un Topic, per i linguisti, è un’informazione presentata come se se ne stesse già parlando, quindi come se fosse già abbastanza accettata nel discorso.