Luigi Di Maio e Silvio Berlusconi in occasione delle elezioni europee del 2019

Un'analisi delle informazioni discutibili trasmesse in modo implicito

Discorso di Luigi Di Maio

Conferenza stampa al Ministero dello Sviluppo Economico il 27 maggio 2019.

L’allora vicepresidente del Consiglio e capo politico M5S, Luigi Di Maio, in conferenza stampa per commentare i risultati delle elezioni Europee, che hanno visto il M5S vincitore. Puoi vedere il video del discorso qui.

Grazie a tutti di essere qui. Spero di riuscire ad ospitarvi tutti in questa sala. Io voglio iniziare, stamattina, ringraziando i 4 milioni e mezzo di italiani che hanno per il Movimento Cinque Stelle per queste elezioni europee, e ringrazio anche chi non ci ha votato perché dal loro comportamento noi impariamo e prendiamo una bella lezione. Io, oggi, sono qui anche per fare i complimenti alla Lega, al Partito Democratico e a tutti i partiti che hanno registrato un incremento in queste elezioni europee. Faccio gli auguri di buon lavoro a tutti gli europarlamentari eletti e gli auguro di poter rappresentare l’Italia in maniera compatta sui dossier che riguardano il nostro Paese, che riguardano una grande nazione come l’Italia. Non sono qui a parlare politichese. Le europee sono andate male. E, da queste elezioni europee apprendiamo, apprendiamo una grande lezione, impariamo e non molliamo, perché, come forza politica – l’ho sempre detto – il Movimento Cinque Stelle sta correndo una maratona, non i cento metri. E’ chiaro ed evidente che la nostra gente non è andata a votare. Molta della nostra gente si è astenuta, perché chi non è andato a votare per il Movimento si è astenuto. Vuol dire che c’è chiaramente tanto da fare ancora, ci sono tante risposte da dare a queste persone, attendono risposte in tutta Italia. Ed è per questo che per me, adesso, ci sono promesse da mantenere, e da realizzare, quindi. Promesse che abbiamo fatto sia il 4 marzo del 2018, sia in questa campagna elettorale per le europee, perché non abbiamo assolutamente né dimenticato né accantonato, al di là del risultato di ieri. C’è da fare il salario minimo orario: io l’ho promesso a milioni di italiani, e lo faremo. C’è da fare il provvedimento per le famiglie che fanno figli. C’è da fare, e da portare avanti, un serio abbassamento delle tasse[ppp]. E queste elezioni europeee testimoniano che il tema delle tasse, come il tema del salario minimo e dei diritti sociali, sono al centro delle priorità degli italiani[ppp]. Io ho sentito Giuseppe Conte, stamattina, il Presidente del Consiglio. Abbiamo deciso, nel pomeriggio, io gli ho chiesto di convocare il prima possibile un vertice di governo, perché adesso bisogna lavorare ai provvedimenti che abbiamo promesso agli italiani. Io ho tante cose da realizzare come ministro. Noi, come governo, abbiamo tante cose da realizzare. Devo dire, anche, che mai come in questo momento c’è bisogno di umiltà e di lavoro. Umiltà per apprendere dai risultati che ci sono stati in questi giorni, dal voto che hanno espresso gli italiani, e questa umiltà la dobbiamo rappresentare non solo ascoltando i cittadini, ma anche, io lo devo fare, ascoltando il Movimento Cinque Stelle. E’ il momento di dare seguito al progetto della nuova organizzazione[ppp], ma è il momento in cui, mai come in questo momento, il Movimento Cinque Stelle ha bisogno di tutti, ha bisogno della forza di tutti, e che tutti possano partecipare a questo momento di riorganizzazione del Movimento Cinque Stelle. Una riorganizzazione che deve riportare il Movimento molto più vicino ai territori. Con moltà umiltà, nei prossimi giorni, mi metterò al lavoro per organizzare degli incontri sul territorio con i gruppi del Movimento in ogni regione, ascoltare e cercare di dare un’organizzazione al Movimento[ppp] che lo renda più efficace e più efficiente[ppp], ma anche un’organizzazione che possa tutelare in modo ancor più forte l’identità del Movimento[ppp], un’identità a cui non rinunciamo, voglio dirlo chiaramente. Io voglio portare avanti le promesse che abbiamo fatto agli italiani e, allo stesso tempo, come forza politica, non rinunceremo mai a dire, in questo governo, quello su cui non siamo d’accordo, ad arginare proposte che sono fuori dal contratto; e, in ogni caso, il Movimento continuerà a tenere fede alle sue promesse e a tutelare il contratto di governo da idee, che a volte possono essere estreme, a volte possono favorire i privilegi, e comportamenti che a volte possono favorire le illegalità. Quindi, su questo, ho promesso agli italiani che ci hanno votato, saremo sempre argine a quello che non ci va bene[ppp] e porteremo avanti il programma di governo con la solita lealtà al nostro principale alleato[ppp], che è il contratto di governo, all’interno di questo governo. Dico anche che voglio ringraziare tutti coloro che hanno lavorato a questa campagna, non è stata una campagna semplice. Tutti gli eletti, ma anche tutti i professionisti che hanno lavorato con noi. Sono state delle settimane intense, nelle quali abbiamo avuto modo di parlare a tanti cittadini, che aspettano tante risposte, e noi, quelle risposte, gliele daremo. E gliele daremo da subito. Io andrò al tavolo che si occupa della crisi Mercatone Uno, dove ci sono 1.800 persone che stanno per perdere, che rischiano di perdere il posto di lavoro, e dobbiamo trovare una soluzione. Sono a vostra disposizione per le domande e per le risposte che vorrete.

Discorso di Silvio Berlusconi

Videomessaggio trasmesso sui social il 26 gennaio 2019.

Silvio Berlusconi decide di “scendere ancora una volta in campo” in occasione delle Elezioni europee del 2019. Puoi vedere il video del discorso qui.

L’Italia è il Paese che amo[ppp]. Con queste parole, 25 anni fa mi rivolsi agli italiani per chiedergli di unirsi a me per salvare l’Italia da un grave pericolo[impl] e costruire per tutti un futuro di benessere e di libertà[ppp]. Allora scesi in campo per evitare che il Paese cadesse nelle mani di una Sinistra ancora comunista[ppp+impl]. Oggi, quella Sinistra non esiste più, ma il mio senso di responsabilità[ppp+top] mi induce, ancora una volta[ppp], a scendere in campo per le prossime elezioni europee perché, di nuovo, il nostro Paese corre un pericolo molto grave[ppp]. Il Movimento Cinque Stelle è una forza politica certamente moderna, nell’uso degli strumenti di comunicazione, ma vecchissima nelle idee, nei contenuti, nelle proposte. Nei loro programmi e nei loro discorsi c’è il peggio del Novecento[ppp]. Sono contro l’economia di mercato, contro le infrastrutture, contro la democrazia parlamentare. Sono contro lo stato di diritto, contro le nostre garanzie di giustizia e di libertà[ppp]. Ed hanno addirittura trasformato, da feroci giustizialisti quali sono[top], la presunzione di innocenza, che ci è garantita dalla Costituzione, in presunzione di colpevolezza. Per questo, credo che l’appello di allora sia drammaticamente attuale anche oggi. Dissi allora: “Chiedo di scendere in campo anche a voi, a voi tutti, ora, subito, prima che sia troppo tardi, per una società libera, dove non ci sia la paura. Dove, al posto dell’invidia sociale e dell’odio di classe, stiano la generosità, la solidarietà, l’amore per il lavoro e il rispetto per la vita”. Questo era il mio sogno e il mio progetto[ppp]. Questo è quello per cui ho lavorato per 25 anni[ppp], ma è ancora il futuro che voglio per il nostro Paese[ppp]. Con qualche anno in più, con molta più esperienza, con molte più relazioni internazionali, ma, con la stessa determinazione e lo stesso entusiasmo di allora[ppp+top], io torno in campo perché il mio senso di responsabilità me lo impone, perché il Paese che amo lo merita, gli italiani lo meritano, i nostri figli lo meritano. La prospettiva di un’Europa diversa e migliore[ppp], nella quale l’Italia svolga un ruolo da protagonista, è una scommessa che non possiamo perdere, e alla quale, con l’autorevolezza della quale ancora godo nel Partito Popolare Europeo e in Europa[ppp+top], sono pronto a dedicarmi con tutto il mio impegno[ppp]. E’ un imperativo che mi viene dal profondo del cuore. Per questo, vi dico ancora, dopo 25 anni, dalla prima volta, Forza Italia, forza Europa, viva l’Italia.

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Ogni contenuto discutibile è evidenziato con un colore diverso che corrisponde al tipo di implicito linguistico usato dal parlante in quell’occasione. Il tipo di implicito è indicato nell’etichetta che compare al passaggio, e che ne esplicita anche la funzione comunicativa.

Ogni contenuto implicito serve a realizzare un certo obbiettivo nella comunicazione: cioè, è dotato di una Funzione comunicativa. Ad esempio: Autoelogio, Elogio di altri, Attacco, Difesa e Opinione personale. 

La Presupposizione è un contenuto presentato come se i destinatari ne fossero già al corrente: in questo modo non sono indotti a metterlo in discussione.

L’Implicatura è un contenuto che non è detto esplicitamente, ma è lasciato intuire. Poiché lo implica lui, il destinatario si accorge di meno che gli è stato trasmesso dall’emittente. 

Un’Espressione vaga è compatibile con molti diversi contenuti concreti, per cui è difficile accorgersi se essa sia falsa o esagerata.

Un Topic, per i linguisti, è un’informazione presentata come se se ne stesse già parlando, quindi come se fosse già abbastanza accettata nel discorso.