Giorgia Meloni e Matteo Salvini al Congresso Mondiale delle Famiglie nel 2019

Un confronto tra le informazioni discutibili trasmesse in modo implicito

  ………. Presupposizione
  ………. Implicatura
  ………. Topic
  ………. Vaghezza
Legenda colori annotazioni

Discorso di Giorgia Meloni

Congresso Mondiale delle Famiglie a Verona – 30 marzo 2019.

Puoi vedere il video dell’intervento qui.

Grazie, grazie, grazie. Sono appena arrivata. Stavo stirando, poi ho trovato dieci minuti per venire a parlare un po’ di politica con voi; e davvero penso che questa presenza, così numerosa, qui, fuori, nonostante le tante polemiche che sono attorno a questa iniziativa[ppp+top], attorno a questo Congresso, siano la risposta migliore che si potesse dare[ppp]. Grazie, ovviamente, a tutti quelli che ci hanno lavorato. Grazie a Brian Brown, grazie a Jacopo Coghe, grazie a Tony Brandi, a Massimo Gandolfini, grazie a tutti coloro che hanno acconsentito che questo appuntamento si celebrasse. Grazie, grazie per non aver ceduto[impl]. Grazie per il coraggio e per la determinazione con la quale, non solo oggi, ma, da qualche anno, voi con il vostro lavoro, con il lavoro di tante associazioni avete contribuito a tenere alcuni temi che erano destinati a essere espunti dalla politica[ppp], e invece li avete mantenuti accesi, vivi, presenti. Ci hanno detto di tutto[vag] per questo Congresso. Ci hanno detto[vag] che siamo retrogradi, che siamo sfigati, che siamo impresentabili, che siamo oscurantisti, che è un scandalo che c’è qualcuno che voglia difendere la famiglia naturale fondata sul matrimonio, che voglia incentivare la natalità, che voglia dare il giusto valore alla vita umana, che voglia sostenere la libertà educativa, che voglia dire no all’ideologia gender[ppp+top]. Rispedisco una a una, al mittente, queste accuse. Io penso, penso che il retrogrado sia chi tenta di riportare la censura in Italia facendo in modo che un appuntamento come questo non possa celebrarsi[ppp+vag+impl]. Io penso che oscurantista sia uno Stato che, dopo aver patrocinato in questi anni qualunque cosa[vag+top], comprese le mostre che ritraevano un crocifisso immerso in un bicchiere di pipì, oggi si vergognano a dare il patrocinio a un’iniziativa come questa[impl]. Io dico che sfigato è chi non ha nulla da fare ed è venuto qui a insultarci mentre cerchiamo di parlare di cosa si fa per la famiglia italiana[ppp+vag]. Soprattutto, dico che impresentabili non siamo noi. Impresentabili sono quelli che sostengono pratiche come l’utero in affitto, l’aborto al nono mese, e il tentativo di bloccare lo sviluppo dei ragazzi con dei medicinali a 11 anni[ppp+vag]. Quello è impresentabile. Hanno detto di tutto, su questo congresso. Hanno detto di tutto, su questo congresso. Che noi vogliamo limitare la libertà delle donne, che noi le vogliamo a casa a stirare. Ma mi ci vedete a casa a stirà’?[imp] Figuriamoci se io, unico segretario di un partito politico donna in Italia. Se io che mi sono candidata incinta a sindaco di Roma – sono stata molto redarguita per questo – figuriamoci se penso che le donne debbano essere relegate non si sa bene dove [imp]. E’ l’esatto contrario: noi vogliamo garantire i diritti che oggi non ci sono[ppp]. Il diritto per una donna a essere madre senza, per questo, dover rinunciare a un posto di lavoro[imp].  Il diritto di una donna di essere madre e scegliere di non lavorare e non dover per questo morire di fame[imp]Il diritto di una donna che si ritrova a dover abortire perché non ha alternative di avere quell’alternativa[imp], perché non è vero che oggi è garantita l’autodeterminazione delle donne. Se una donna ha solo la possibilità di abortire[top+impl], quella non è autodeterminazione. L’autodeterminazione c’è se quella donna può fare anche un’altra scelta[impl], che è quella che vogliamo garantire[ppp+vag]. Allora, vedete, noi siamo qui per difendere le donne[ppp], per difendere le famiglie[ppp], per difendere tante cose[ppp+vag] che abbiamo anche portato nelle aule parlamentari perché Fratelli d’Italia è il partito che ha proposto il reddito d’infanzia, al quale crediamo più che al reddito di cittadinanza, sinceramente. Le risorse per chi mette al mondo un bambino, perché chi mette al mondo un bambino fa una cosa utile per tutta la società. Abbiamo chiesto e proposto asili nido gratuiti aperti fino all’orario di chiusura dei negozi, aperti  anche il sabato. Dare la possibilità, alle tante mamme che lavorano, di avere un’alternativa[ppp] Abbiamo chiesto la piena applicazione della legge 194[impl], per le ragioni che dicevo. La possibilità di avere sostegni economici[imp] per quelle donne che si impegnano perché preferiscono portare a termine la gravidanza, e nel caso in cui volessero dare quel bambino in adozione. Abbiamo chiesto una moratoria in sede ONU per dichiarare l’utero in affitto reato universale, perché quella sì, è una mortificazione[impl], ed è una violenza sulle donne. Vogliamo portare in Europa questo tema, perché è scandaloso che l’Europa non abbia tra le sue linee di finanziamento il tema della denatalità[ppp+top]. La denatalità è la più grande questione europea aperta. Se non affrontiamo questo, tutto il resto di quello che facciamo non serve a niente. E, allora, perché se l’Unione Europea ha un programma Erasmus per la mobilità, se ha un programma Horizon per la ricerca scientifica, non possa avere un programma famiglie per favorire la natalità e investire risorse sulla natalità. Sono tutte proposte che facciamo. Vi sembrano così folli?[impl] Vi sembrano così oscurantiste?[impl] Vi sembra che vogliamo togliere diritti?[impl] Il Medioevo. E poi, voglio dire: a ben guardare, il Medioevo sarebbe anche l’epoca delle cattedrali e delle abbazie, l’epoca in cui sono nati i comuni, le università, il Parlamento, l’epoca di Dante, Petrarca, Boccaccio, l’epoca di San Francesco e San Benedetto. Da gente che non sa dove sta Matera[vag] non ci aspettiamo che abbiano cenni di storia, mettiamola così. Ci hanno attaccato[vag] sul piano personale. Io sono anche stata attaccata sul piano personale[ppp]. “Vergognati! Parli di famiglia naturale fondata sul matrimonio e hai fatto un figlio fuori dal matrimonio”. Se è per questo, parlo anche di famiglie numerose e ho fatto un figlio solo. E, guardate, per paradosso, quando dicono[vag] queste cose, rafforzano[vag] la bontà della tua posizione. Dimostra semplicemente che quello che io porto avanti, non lo faccio per me stessa. Io porto avanti quello che considero utile per la società italiana[ppp]. Io credo che sia giusto che lo Stato incentivi la famiglia naturale fondata sul matrimonio; e il punto è che, se non mi sono sposata, non pretendo che lo Stato riconosca a me privilegi che deve riconoscere alle famiglie sposate. E’ quello il grande punto. E’ quello il punto, fate attenzione! Il punto è che io credo in una società nella quale ad ogni scelta che fai corrispondono delle conseguenze, te ne assumi la responsabilità. Io rifiuto una società nella quale ogni desiderio diventa un diritto, ogni capriccio diventa un diritto, nella quale non ho responsabilità, ma solo diritti. Lo rifiuto! E’ sbagliato! E la dice lunga anche su questo fatto perché voi…io non ho un approccio confessionale a questa materia, credo in Dio. Io non ho un approccio confessionale a questa materia, fatevene una ragione! Io faccio queste battaglie per laico buonsenso. Sono una persona abituata a farsi delle domande, anche scomode, anche profonde. Quando mi faccio delle domande voglio delle risposte che siano credibili. E, a troppe domande che mi sono fatta in questi anni, sacerdoti del pensiero unico non sono stati in grado di dare delle risposte sensate. E ne posso fare decine di queste domande. E’ giusta una società che spende molte più energie e risorse a trovare modi immediati, facili, veloci per liberarsi della vita umana piuttosto che per favorirla?[impl] E’ normale?[impl] La puoi chiamare civiltà?[impl] E’ giusto che mentre un cucciolo di cane, giustamente, non può essere strappato dal grembo della madre lo si possa fare con un bambino, figlio di una madre disperata che lo vende, comprato da due uomini ricchi? Perché i giudici italiani tolgono la patria potestà a due genitori sposati, genitori naturali di una bambina perché ritengono che questi due signori siano troppo anziani, 52 e 54 anni, per crescere questa figlia naturale. Gliela tolgono contro il loro parere. Ma, se si tratta di due uomini, ultracinquantenni, che vanno a comprare un figlio all’estero[top+impl] quello va bene. Perché? Perché? Perché? Perché, se ci hanno detto, che il papà di Eluana Englaro doveva essere libero di poter staccare la spina che teneva in vita sua figlia – perché nessun genitore sa cosa sia meglio per suo figlio, nessuno sa più di un genitore cosa sia bene per suo figlio. Perché lo stesso diritto non è valso per i genitori di Charlie Gard e per quelli di Alfie Evans? Perché vince sempre chi vuole staccare la spina?[ppp+impl] Perché vince sempre la morte?[ppp+impl] Perché? E, se la vita malata, se la vita di un bambino malato, come Alfie Evans, viene definita futile, quanto tempo manca prima che venga definita inutile la vita di un disabile o di un anziano o di chiunque non corrisponda ai canoni del perfetto consumatore[impl]!? Quanto deve passare? E perché ci occupiamo di qualunque discriminazione in atto e facciamo finta di non vedere la più grande persecuzione in atto, che è il genocidio dei cristiani nel mondo? Perché? Datemi delle risposte a queste domande, vi prego! Potrei farne tante altre di queste domande. A monte, c’è quella che ci facciamo oggi: perché la famiglia è un nemico?[impl] Perché la famiglia fa così paura?[impl] C’è una risposta unica a tutte queste domande: perché ci definisce, è la nostra identità. Perché, tutto quello che ci definisce in questo tempo è un nemico, per chi vorrebbe che non avessimo più un’identità e che fossimo solamente schiavi, consumatori perfetti[ppp+vag]. E, allora, è sotto attacco l’identità nazionale, è sotto attacco l’identità religiosa, è sotto attacco l’identità di genere, è sotto attacco l’identità familiare. Non devo potermi definire italiana, cristiana, donna, madre, no! Io devo essere cittadino X, genere X, genitore 1, genitore 2, devo essere un numero. Perché, quando sarò solamente un numero[ppp+top], quando non avrò più un’identità[ppp+top], quando non avrò più radici[ppp+top], bè, allora, sarò lo schiavo perfetto in balia della grande speculazione finanziaria[ppp], il consumatore perfetto. E questa è la ragione per la quale, questa è la ragione per la quale oggi noi facciamo tanta paura, questa è la ragione per la quale oggi questo appuntamento fa tanta paura. Perché noi non vogliamo essere dei numeri. Noi siamo qui per dire che noi non siamo dei numeri. Noi difenderemo il valore della persona umana, di ogni singola persona umana[ppp], perché ognuno di noi ha un codice genetico, unico e irripetibile. E questo, piaccia o no, ha del sacro. Noi lo difenderemo. Difenderemo Dio, la patria, la famiglia[ppp], che fanno tanto schifo a qualcuno[vag]. Lo faremo per difendere la nostra libertà[ppp] perché noi non saremo mai schiavi e semplici consumatori in balia della speculazione finanziaria. Ecco la nostra missione, ecco perché oggi sono venuta qui. Scriveva Chesterton, ormai più di un secolo fa – vediamo se ve lo trovo – “fuochi verranno attizzati per dimostrare che 2+2 fa 4. Spade verranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate”. Quel tempo è arrivato, Signori, siamo pronti. Grazie!                 [n. caratteri – 9.005]

Discorso di Matteo Salvini

Congresso Mondiale delle Famiglie a Verona – 30 marzo 2019.

Puoi vedere il video dell’intervento qui.

Buongiorno a tutti. La mia parola vale più di mille polemiche inventate senza nessun senso, senza nessun motivo[vag], quindi…Stiamo vivendo un momento incredibile, incredibile. Io ne ho approfittato per leggermi un po’ di autori degli anni passati – ringraziando gli organizzatori – perché penso che questo congresso per le famiglie, pericoloso[impl] – io mi son domandato, stanotte ho dormito coi miei due figli, e mi son domandato a chi dà fastidio la parola mamma e la parola papà. Se a qualcuno dà fastidio la parola mamma o la parola papà[impl], il problema[ppp+top] è suo, non è nostro. Perché, veramente…se uno…Io sono qua non per togliere niente a nessuno del futuro. Vedo dei manifestanti, con slogan educati. Ho notato una campagna stampa, nella vita da giornalista, che, anche in questo caso, mi fa vergognare di essere giornalista[ppp]. Un mix di ipocrisia, di ignoranza, di benpensantismo, di politicamente corretto, eh..contro, proprio, li vogliono[vag] contro: “Ah, un Vicepresidente del Consiglio che va al Congresso delle famiglie. E poi addirittura il Santo Padre che dice ‘condivido la sostanza di quello che si dice oggi'”. Eeeuuuuhhhh, pensa te! A favore, dicevamo. Io sono per, non contro. Ribadisco: ognuno della sua vita privata fa quello che vuole, ognuno fa l’amore con chi vuole, va a cena con chi vuole, va a teatro con chi vuole, va al cinema con chi vuole. Io voglio toglier lo Stato dai negozi e dagli studi professionali, con gli studi di settore, figurati se voglio portar lo Stato in camera da letto di qualcuno[impl]. Ognuno, a casa sua, fa quello che vuole. Però, è mio dovere e mio diritto, da papà, da italiano, da uomo e da Ministro, difendere i diritti di coloro che non hanno voce: i bambini[ppp], rimettere al centro i bambini, i bambini[ppp]! Vittime dell’egoismo degli adulti[ppp]. Non possono essere oggetto dei litigi degli adulti[impl]. Occorre modificare il diritto di famiglia, perché un matrimonio purtroppo può finire, ma gli unici che non devono essere tirati in ballo nel litigio degli adulti devono essere i bambini, che devono continuare ad avere una mamma, un papà e dei nonni, non un genitore 1 e un genitore 2, perché io sono un papà, non sono un genitore 1 o un genitore 2. Mamma, papà e nonni. Gli errori degli adulti non ricadano sulla pelle dei bambini e, a proposito, sto raccogliendo segnalazioni su segnalazioni su segnalazioni perché abbiamo smontato il business dell’immigrazione clandestina[ppp], che era già una schifezza nel solo pensiero: utilizzare e sfruttare esseri umani che scappano per fatturare miliardi di euro. Adesso comincio a mettere occhio al business delle comunità-famiglia e delle case-famiglia[ppp], che tengono in ostaggio migliaia di bambini per guadagnarsi dei quattrini, Paese per Paese, città per città. Perché su tremila case-famiglia ce ne sono tantissime, che fanno benissimo il loro lavoro, ma tenere in ostaggio – poi sarei io il sequestratore di minorenni[impl] – ci sono soggetti che tengono illegalmente in ostaggio migliaia di bambini, che potrebbero avere una mamma e un papà, per continuare a guadagnarci milioni di euro[ppp]. E andremo a visitarle una per una, queste case-famiglia. Magari con una commissione di inchiesta, visto che in Italia se ne inventano di decine, di commissioni di inchiesta. I bambini, al centro, i bambini che nascono. Io, alla donna, voglio garantire libertà di scelta. Vedevo le – mi incuriosiscono queste presunte femministe che – se io fossi donna mi metterebbero in difficoltà – che manifestano a pagamento…secondo me c’è un business organizzato del turismo, cioè…un po’ vado a Verona, un po’ vado a Genova, un po’ vado a Palermo. Sempre gli stessi, a dire sempre le stesse cose, con gli stessi cartelli: una volta è l’ambiente, una volta è la famiglia, una volta è il razzismo, una volta è la scuola, una volta è la giustizia. Va bene per Verona, però il sindaco di Verona: Sindaco, puoi mostrare la tua bella città a degli altri manifestanti, quindi…Le femministe che, poi, parlano dei diritti delle donne, che sono le prime a far finta di non vedere qual è il primo, unico, grande, reale pericolo nel 2019[ppp], per i diritti, le conquiste sociali, la libertà di lavorare, di parlare, di studiare, di vestirsi come si vuole, che non è il congresso mondiale delle famiglie[impl], ma è l’estremismo islamico e quella sub-cultura islamica per cui la donna vale meno che zero[ppp]! La donna va coperta col burqa, la donna non deve uscir di casa. La donna non si deve metter la mini-gonna e se si veste troppo all’occidentale, se pensa all’occidentale, se si diverte all’occidentale, giù mazzate. Non dai pericolosi estremisti del congresso delle famiglie[ppp+impl], ma da qualcuno che deve arrivare[vag] perché vogliamo i porti aperti, perché c’è spazio per tutti. Ce lo diciamo sotto voce: a casa mia non c’è né spazio, né cittadinanza per una sub-cultura nel nome della quale il tuo Dio ti dice che la donna vale meno dell’uomo, perché a casa mia la donna ha gli stessi diritti e gli stessi doveri dell’uomo. E quindi, spieghiamo a quelle distrattone[ppp] – ho letto che c’è la Boldrini che balla fuori…si starà preparando per Ballando con le Stelle. Va bene…la danza è una nobile arte. Io le mando un enorme abbraccio, non ci interessa tornare indietro[impl]. Certo, io, fra le mie attività politiche con la “p” maiuscola una di quelle che ricordo, con meno notorietà, perché i giornali ovviamente non ne parlano. Non penso che ci fosse stata neanche mezza televisione quando cominciavo quel percorso, perché è chiaro che “Salvini, l’immigrazione, la legittima difesa, la castrazione chimica, no…Io, però, ricordo quel giorno del 2012, dove diedi il mio piccolo, insieme a tanti, contributo per aprire il centro per l’aiuto alla vita all’Ospedale Buzzi di Milano, grazie al quale sono nati 1.000 bambini che altrimenti non sarebbero nati, perché 1.000 donne hanno potuto scegliere, perché mille donne hanno potuto scegliere. A me interessa che ci sia libertà di scelta. 1.000 donne che, per problemi economici o culturali avrebbero fatto scelte diverse, grazie a quel pool di eroi[ppp] e a quei venti metri quadri dell’ospedale dei bambini di Milano, hanno fatto la scelta più bella del mondo: mettere al mondo un bimbo. Io sono qua perché la crisi più pesante che stiamo affrontando per l’Italia[ppp+top] non è quella dello spread, il deficit-PIL…sono le culle vuote[ppp]. Io, da Vicepresidente del Consiglio di questo Paese, voglio essere giudicato alla fine dei miei cinque anni, perché saranno cinque anni, sul fatto che gli italiani torneranno ad avere certezza, lavoro e torneranno a mettere al mondo dei figli[ppp], perché un Paese che non fa dei figli è un Paese vuoto. La famiglia dev’essere al centro culturale ed economico delle scelte di un Paese. E lo dico col massimo rispetto a qualche distratto[vag], amico di governo, che pensa che ci sia qua dentro un ritorno al passato. Qua dentro si prepara il futuro. Qua dentro si guarda avanti, non si guarda indietro. E se parlare di mamma, papà e bimbi, con l’aggravante di dirsi cristiani o cattolici, è da sfigati, sono orgoglio di essere uno sfigato[ppp+top+impl]. Da cristiano, da cattolico, da papà e che vuole un Paese che torna a sorridere e scommettere sul futuro[ppp]. E quindi, questo vuol dire libertà di scelta anche educativa. C’è il Ministro della Pubblica Istruzione, e penso al milione di bimbi che vanno nelle scuole paritarie, e guai a chi mette in discussione la libertà di scelta e la libertà di educazione, e il lavoro di quegli insegnanti e la scelta di quelle famiglie. Anche perché, quelli che dicono: “Via i soldi alle private, via i soldi alle private”[ppp+vag], ignorano che, se tu domani, per incanto, togliessi i soldi alle private e chiudessi queste migliaia di questi istituti privati, lasci centinaia e migliaia di bambini in mezzo alla strada perché la scuola pubblica non ce la fa. Quindi, prima di criticare, informati. Questo….libertà! Qua dentro si respira libertà. Poi, per carità, ci son punti di vista diversi, eh? Io sono l’ultimo dei testimonial della famiglia tradizionale. Sono separato, son divorziato, ho sbagliato, ma chi sbaglia impara dai suoi errori. Non mi permetto di giudicare quello che fanno gli altri, non mi permetto di giudicare quello che fanno gli altri. Leggevo un articolo triste, non per me ma per chi l’ha scritto: “Cosa ci fa Salvini al Congresso mondiale delle famiglie?” Come se i milioni di genitori separati e divorziati avessero un titolo in meno, anzi, devono essere aiutati un pochino in più rispetto a tutti gli altri per mantenere il legame con la loro famiglia, con i loro figli, con i loro parenti, con i loro nonni, con il loro lavoro. Il razzismo, il bigottismo, l’ignoranza e l’ipocrisia, oggi è fuori di qua, è fuori di qua. Sono gli altri che giudicano[vag], non si capisce a che titolo. Chi ha diritto di dire, fare, amare…Noi stiamo lavorando a una riforma fiscale che metta al centro la famiglia, che sia un soggetto fiscalmente riconosciuto. Perché, in Italia, purtroppo, e in Europa, fare dei figli è l’anticamera della povertà. Mentre fare dei figli dev’essere una scommessa non destinata ai benestanti, dev’essere una libera scelta per chiunque si senta di farlo. E, a proposito di adozioni – lo suggerisco a qualche amico di sinistra[vag], a qualche amico al governo[vag] – invece di occuparsi di adozioni varie ed eventuali – io lo sto facendo, spero che lo stiano facendo anche altri ministri e altri parlamentari – rendere più veloci e meno costose le adozioni per le 30.000 coppie italiane che da anni aspettano di adottare un bambino in Italia, in Africa o in giro per il mondo. Mamma e papà che aspettano di adottare un bambino. E mi permetto, rispettando la sensibilità di tutti, di affermare qua che, finché campo, combatterò una pratica barbara e disumana come l’utero in affitto, che mi fa schifo solo al pensiero. La donna bancomat-forno microonde che sforna ovuli[ppp], che sforna bambini. Una aberrazione, una aberrazione umana, sociale, culturale. Quindi…hanno le idee confuse quelli …poi, per carità di Dio, ci sono errori. Io, da Ministro dell’Interno, sono orgoglioso di aver finanziato l’operazione “Scuole Sicure”[ppp+top]. Abbiamo fermato centinaia di spacciatori di droga e di morte fuori dalle scuole dei nostri figli, sequestrando chili e chili di droga. Per quelli che pensano a una società fondata solo sui diritti, dove non esistono i doveri[ppp+vag], preparano un futuro fondato sull’anarchia e sul caos. Ai diritti si devono accostare i doveri; e su questo io non cambierò mai idea, e ringrazio il ministro della Pubblica Istruzione che riporta da settembre l’educazione civica come materia di insegnamento sui banchi di scuola. Diritti e doveri. I diritti senza i doveri non vanno da nessuna parte. La libertà – e non la faccio lunga – la libertà – ieri ero con i miei due figli – la libertà di una bimba di essere bimba e di un bimbo di essere bimbo, senza che ci sia nessuno che decide cosa è giusto e cosa è sbagliato. Io ho il terrore del pensiero unico, del consumatore unico, della marmellata unica mondiale[ppp], senza identità, valori e distinzioni. La bimba è bimba e il bimbo è bimbo e lasciamoli giocare come giocano i bimbi da sempre! Perché siamo anche alla follia in base alla quale c’è qualche pseudo-dittatore, che ha sbagliato mestiere, per cui decideranno da grandi cosa sono. Che tristezza…Io non sono un complottista, ma l’ipotesi e la teoria gender per cui non esiste nessuna distinzione[ppp+top] è qualcosa che io combatterò finché campo, perché Dio ci ha fatti fortunatamente diversi, non dico migliori o peggiori, diversi! Siamo diversi! No, per qualcuno, per qualcuno no. E quindi, io ritengo che sia dovere del governo aiutare mamme e papà a diventare, sempre più spesso e sempre più serenamente[ppp], mamme e papà. E quindi, qua dentro, non si vuole togliere libertà di scelta ad altri, ma si ragiona di abbassare la pressione fiscale, ad esempio l’IVA sui prodotti per la prima infanzia, si vuole estendere il modello di Regione Lombardia ad altre regioni italiane, con sostegno ai genitori separati e divorziati con dei bimbi a carico, politiche a favore della famiglia, l’asilo nido gratis per tutti, in Italia. L’asilo nido, ormai, purtroppo, riguarda solo il 10% delle famiglie italiane. E quindi, anche qua, classismo[ppp]: chi se lo può permettere paga la baby-sitter, chi ha la fortuna di avere i nonni ha i nonni e chi non ce la fa non fa figli. L’età della donna al primo parto è ormai a 32 anni. E poi siamo noi, quelli che pensano al passato[impl].

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L’Implicatura è un contenuto che non è detto esplicitamente, ma è lasciato intuire. Poiché lo implica lui, il destinatario si accorge di meno che gli è stato trasmesso dall’emittente. 

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Un Topic, per i linguisti, è un’informazione presentata come se se ne stesse già parlando, quindi come se fosse già abbastanza accettata nel discorso.